IL CASO

Di Renzo: «Palazzo Sirena non va abbattuto. Possibile vincolo storico»

Rocco Paolini (Futura) precisa: «non si tratta di abbattimento ma di ristrutturazione»

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Di Renzo: «Palazzo Sirena non va abbattuto. Possibile vincolo storico»

FRANCAVILLA AL MARE. Un messaggio indirizzato alla sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Regione Abruzzo e Paesaggistici della Regione Abruzzo, Alessandra Vittorini. Una richiesta ben precisa, a firma del capogruppo consiliare dei “Democratici per Francavilla”, Stefano Di Renzo: verificare se sul Palazzo Sirena ci sono vincoli artistici, storici, archeologici o etnoantropologici tali da impedire il suo abbattimento.
Si combatte con ogni mezzo per salvare il Palazzo dopo che, nei giorni scorsi, si sono intensificate le voci circa un suo parziale abbattimento. Il sindaco, Antonio Luciani, ha ipotizzato l’abbattimento di una parte dell’edificio dove si trova la biblioteca comunale.
Occhi puntati, dunque, su quel pezzo di storia. Combattono i cittadini che hanno dato vita ad una pagina dedicata su Facebook “Salviamo Palazzo Sirena” e combatte anche la politica.
Secondo Stefano Di Renzo il Palazzo non va abbattuto, in quanto, potrebbe risultare avere più di 70 anni e perciò soggetto a presunzione di vincoli. Oltre a questo c’è il valore affettivo: «è una struttura con un grande valore per la memoria collettiva della città, è un riferimento culturale ed architettonico imprescindibile ed eliminarlo sarebbe una follia. Il Palazzo Sirena merita di continuare ad esistere come rappresentanza di una memoria collettiva che rende unica la nostra città. Andrebbe certamente ristrutturato e rivalorizzato, in termini di ricettività culturale e turistica non certo eliminato».
Di Renzo ha chiesto alla Sovrintendenza di sensibilizzare l’amministrazione nel non distruggere un pezzo di storia e di arte tanto importante, non solo per Francavilla al Mare ma per tutta la Regione Abruzzo. Questo nel caso in cui sulla struttura non ci fossero vincoli e si aprisse la possibilità di un abbattimento.
«Siamo pronti», ha detto Di Renzo, «al solo fine di evitare il concretizzarsi della demolizione del Palazzo Sirena, a procedere ad una raccolta di firme al fine di rendere tangibile il dissenso della città per un’iniziativa tanto contestabile».
«La città ha bisogno di essere ristrutturata, ripensata negli spazi», ha dichiarato Tina Di Girolamo capogruppo del Pd Francavilla, «la realizzazione di un teatro, di una piazza quale luogo di incontro e il rifacimento dei marciapiedi, così come l’opera quotidiana di manutenzione, sono azioni che daranno a Francavilla la dignità che merita. I cittadini ci giudicheranno alla fine di questo percorso e loro, solo loro, stabiliranno se la fiducia riposta in noi ha dato i risultati attesi».
E Rocco Paolini, capogruppo di Futura chiarisce: «si tratta, tra l’altro, di una ristrutturazione della Sirena e non di un abbattimento che stabilirà l’uso corretto degli spazi e l’eventuale eliminazione di parti inutilizzate e in grave stato di degrado. Ciò permetterà di ottimizzare i costi di gestione futuri e di avere una struttura funzionale, di grande impatto architettonico, utilizzata, viva, custodita».


I due (Paolini e Di Girolamo) si sono dichiarati aperti ad ogni suggerimento, contestazione o confronto da parte dei cittadini.
«La nostra amministrazione», hanno detto, «sin dall’inizio, si è assunta l’onere di prendere decisioni e di non procrastinare i problemi a soluzione e data da destinarsi. Questa è la differenza sostanziale tra noi, il passato e il presente del ‘nessuna – proposta’ rappresentato da questa minoranza e in particolar modo da uno dei suoi componenti, ovvero Stefano Di Renzo. In cinque anni, miglioreremo questa città, nella totale trasparenza e con assoluta dedizione, mettendo da parte protagonismi personali che non appartengono al nostro modo di amministrare. I continui sopralluoghi e gli incontri sul territorio sono la dimostrazione che stiamo procedendo insieme ma che, alla fine, abbiamo la responsabilità di decidere. Solo così si raggiungono dei risultati. E’ evidente che l’astensione o, ancor peggio, l’assenza non saranno mai le caratteristiche del nostro governo».
Il Palazzo Sirena fu costruito nel 1886 dall'architetto pescarese Antonino Liberi, cognato di Gabriele D'Annunzio. L'edificio era destinato ad ospitare manifestazioni estive di richiamo e la sede permanente di un circolo cittadino. La proprietà era dell'Azienda di Soggiorno, che affittò i locali del 1º piano al circolo Sirena fino agli anni Ottanta. Dal dopoguerra agli anni 70, il Palazzo fu teatro di eventi importanti, ospitando spettacoli con artisti di grande risonanza, come il Quartetto Cetra, Alighiero Noschese, Nicola Arigliano, Mike Bongiorno, Tony Dallara, Gianni Morandi, Milva, Rita Pavone, The Platters. Nel 1983, l'Azienda di soggiorno bandì il concorso per la progettazione di una sala congressi in ampliamento dell'edificio esistente. Nel 1992, con la trasformazione in Apt dell'Azienda di soggiorno, il cda di quest'ultima donò la Sirena al Comune. Subito dopo, con un finanziamento di circa 5 miliardi e 800 milioni di lire a fondo perduto, venne avviata la costruzione del centro congressi attuale.