Lanciano, il consigliere torna a chiedere di abbassare le tasse

Alex Caporale ha presentato un’interrogazione al sindaco

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Lanciano, il consigliere torna a chiedere di abbassare le tasse
LANCIANO. «Che ci sia un disagio sociale, a Lanciano, è fuori dubbio. Ci sono ormai più di 800 famiglie lancianesi che vivono in situazione di disagio e l’affluenza ai nostri sportelli è in vertiginoso aumento per cibo, farmaci, pagamento delle bollette e per controllare ansia e preoccupazione».

Lo dice, secco, il consigliere Comunale Movimento “Ecologisti e Reti Civiche”, Alex Caporale.
Proprio per questo il consigliere ha presentato un’interrogazione al sindaco chiedendogli, di nuovo, di rivedere la politica fiscale e rimodulare le tasse.
«Prima di tartassare i cittadini», ha dichiarato il consigliere, «occorre porre in essere politiche di individuazione degli sprechi, di riduzione dei costi e spese, di politiche tese a ricercare altre entrate».
Non è la prima volta che Caporale affonda il fendente nella questione. Lo ha fatto in occasione dell’incontro tra sindaco e cittadini, il 27 luglio, che ha fatto seguito alla manifestazione di circa 200 cittadini del 14 luglio.
E lo ha rimarcato ancor di più nella seduta consiliare del 30 luglio scorso; quella, appunto in Caporale ha espresso il suo voto contrario agli aumenti delle aliquote Imu, Tarsu, Irpef.
«E’ mia convinzione che bisogna insistere su politiche tese a ricercare altre entrate (fondi europei, 5 per mille da destinare al sociale attivato in diversi Comuni, risparmi negli acquisti, recupero affitti, risoluzione delle cause pendenti) visto anche il periodo di forte crisi economica in cui tutte le forze sociali, dai sindacati alle rappresentanze degli industriali, pensionati, commercianti, imprenditori, artigiani, ci informano del calo delle produzioni, della perdita di migliaia di posti di lavoro, delle delocalizzazioni industriali, dell’aumento delle varie forme di cassa integrazione, delle pensioni ai minimi storici e ci chiedono iniziative volte alla crescita ed alla riduzione del peso fiscale».
Il consigliere poi ha richiamato i dati Istat del primo trimestre 2012 secondo cui la disoccupazione è passata da 8,8% a 12,8%, il Pil ha registrato un – 2,1%, la produzione industriale un - 3,5%, il fatturato un – 5,6%, gli ordini interni un – 6,2% e l’export un + 1,3%.
Ecco che cosa chiede, in sintesi, Caporale: «abbassare e differenziare le aliquote Irpef, Imu e Tarsu. Ad esempio per l’Imu un emendamento Verdi-Prc, bocciato, prevedeva una differenziazione della tassa in relazione all’attività e/o proprietà cui ci si riferisce; se si tratta di attività commerciale oppure imprenditoriale, artigianale, di un capannone, di seconda o terza casa evitando per quanto possibile l’applicazione della tariffa massima. In materia di Tarsu (tariffa sui rifiuti), un emendamento Verdi-Prc, anch’esso bocciato, riprendendo l’iniziativa del Comune di Napoli, prevedeva un contributo fino ad un massimo di 150 euro per le famiglie che vivono in situazione di disagio socio economico. In materia di Irpef, un altro emendamento sempre di Verdi-Prc, bocciato, prevedeva la non applicazione dell’imposta per i redditi fino a 12.000 euro, l’applicazione dello 0,6 per mille per i redditi da 12.001 euro a 18.000 euro, l’applicazione dello 0,8 per mille per quelli superiori ai 18.000 euro».
Caporale ha chiesto infine all’amministrazione di rivedere al ribasso i valori attribuiti ai terreni ai fini del pagamento degli arretrati Ici per gli anni 2009, 2010, 2011, «superando il principio fin qui applicato di attivarsi in tal senso solo su istanza di parte».