IL CASO

Teramo. Sequestro reparto fecondazione assistita, Pd: «sanità allo sbando»

Presentata interpellanza al presidente Chiodi

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Teramo. Sequestro reparto fecondazione assistita, Pd: «sanità allo sbando»

A destra Ruffini

TERAMO. «La sanità teramana è allo sbando. La misura è colma».
I consiglieri regionali del Partito Democratico, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca, reagiscono così alla notizia che un intero reparto dell’ospedale di Teramo è stato posto sotto sequestro per presunte violazioni degli obblighi di Legge.
«Non era mai successa una cosa simile prima d’ora», commentano i due, «le responsabilità sono soprattutto del manager Varrassi, di cui torniamo a chiedere le dimissioni immediate».
Secondo Di Luca e Ruffini, bastava andare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità , per sapere che in Abruzzo figurano solo i centri pubblici de L’Aquila e di Vasto e quello privato di Villa Serena a Pescara. Perché Ciarrocchi ha continuato nel suo lavoro pur sapendo di essere fuori dalla legge?, chiedono i due. E perché il manager generale della Asl di Teramo non è intervenuto in tempo?
«Adesso il pericolo concreto», spiegano i consiglieri del Pd, «è che alla Asl di Teramo venga comminata anche una pesante sanzione, che inevitabilmente ricadrà sulle povere tasche dei cittadini teramani».
Ruffini e Di Luca hanno presentato questa mattina un’interpellanza al Presidente Chiodi per chiedere allo stesso se esistono le prescritte autorizzazioni da parte del Ministero Salute, Regione Abruzzo ed Asl di Teramo che permettono a Ciarrocchi di effettuare interventi di procreazione medicalmente assistita e nel contempo se sono stati acquisiti i documenti sulle iniziative giudiziarie a carico di Varrassi presso la Procura di Teramo e se ci sono decisioni in merito ai fini dell’applicazione dell’art. 3 bis comma 7 D.Lgs. 502/1992.
«Se la Giunta ha acquisito gli atti presso la Procura di Teramo così come stabilito nella delibera di conferma di Varrassi» concludono «con questi ultimi fatti gravissimi non può che adottare i provvedimenti conseguenti sul Manager, ovvero dimetterlo dal suo incarico per violazione di leggi e del principio di buon andamento e di imparzialità della amministrazione, così come prevede la Legge».
Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali, Antonio Palagiano, fa invece un plauso all'azione della magistratura. «La tutela della salute del cittadino viene prima di qualsiasi cosa, a prescindere dal fatto che la normativa vigente sia violata nelle strutture pubbliche o private. È auspicabile», continua Palagiano, «anzi necessaria, un'azione più incisiva, volta alla prevenzione, da parte di chi è deputato al controllo in ambito regionale su come avviene l'erogazione delle prestazioni sanitarie, anche nel campo della Procreazione medica assistita».
«Purtroppo - ha aggiunto Palagiano - spesso si sorvola sui centri pubblici, poiché vengono considerati al di sopra di ogni sospetto. Il caso di Teramo, invece, è emblematico e dovrebbe suggerire l'inizio di una nuova stagione in cui i controlli siano fatti in modo sistematico, secondo modalità che non tengano in considerazione la differenza tra pubblico e privato. Perché in mezzo ci sta sempre il cittadino».