POLITICA

Roseto, rissa Pavone- Collevecchio: «il sindaco chieda scusa»

Federazione della Sinistra Roseto esprime solidarietà a Sel

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Roseto,  rissa Pavone- Collevecchio: «il sindaco chieda scusa»
ROSETO. Dopo la sfuriata arriva (o almeno dovrebbe) il momento delle scuse.
Le pretendono la Federazione della Sinistra Roseto ed il Pd, dal sindaco Enio Pavone. Il primo cittadino, giorni fa si è scagliato contro la coordinatrice del gruppo Sel di Roseto, Dalia Collevecchio, intervenuta sull’annullamento del contributo del caro-affitti.

Sel, di tutta risposta ha definito il sindaco «un sessista, sconsiderato sciacallo ed opportunista». Sull’argomento è intervenuto Massimo Felicioni, segretario del Partito Democratico di Roseto. «A nome del Pd, esprimo la mia più sincera solidarietà a Dalia Collevecchio», ha detto, «esprimo, inoltre, tutto il mio disappunto per quanto accaduto durante l’incontro con il primo cittadino, Enio Pavone, sottolineando, ancora una volta, che avere la maggioranza dei voti non vuol dire appiattire o azzerare il dissenso. Essere in democrazia significa discutere, e perché la democrazia possa essere tutelata deve basarsi sul rispetto delle minoranze, e non deve trasformarsi in una dittatura della maggioranza che non accetta il confronto, bensì la sopraffazione».

Dello stesso avviso è Marco Borgatti, portavoce Federazione della Sinistra Roseto Prc-Pdci che ha ricordato l’importanza della dialettica politica. «Nessuno mai poteva immaginare la reazione del sindaco verso chi porta simili istanze in un palazzo comunale. Vogliamo solo ricordare che la democrazia non significa dittatura della maggioranza. Le opposizioni, consiliari e non , hanno il diritto-dovere di vigilare, proporre e riportare i bisogni dei cittadini. Il rispetto e la diligenza devono essere qualità costanti per chi ricopre un incarico tanto importante come quello di sindaco. Sel non ha espresso consiglieri, come noi tra l’altro, ma questo non autorizza nessuno ad inveire contro un rappresentante politico. La civiltà ed il rispetto per le persone sono qualità obbligatorie per chi ricopre incarichi pubblici».