LA RISSA

Pavone contro coordinatrice Sel: «vada a pulire le spiagge». La replica: «è come Mussolini»

E il partito risponde: «sessista, sconsiderato sciacallo, opportunista»

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Enio Pavone

Enio Pavone

ROSETO. Sono passate ore, tante, eppure la rabbia del sindaco di Roseto, Enio Pavone, è ancora palpabile.

Stavolta Sel (Sinistra e Libertà) Roseto lo ha fatto arrabbiare sul serio, definendolo «un sessista sconsiderato, uno sciacallo e pure un opportunista».
Ma cosa avrà mai fatto il sindaco per attirarsi cotanto disprezzo?
Sel racconta che ieri una delegazione ha incontrato il primo cittadino per chiedergli che intenzioni avesse sull’annullamento del contributo del caro-affitti, problema che ha messo in ginocchio tante famiglie rosetane che prima usufruivano di questo strumento di welfare.
La discussione è poi degenerata a tal punto che il sindaco ha apostrofato la segretaria coordinatrice di Partito, Dalia Collevecchio, con epiteti molto poco lusinghieri, del tipo: «lei ha urinato fuori dalla tazza, lei deve stare attenta, lei ha preso pochissimi voti mentre io 7.300 quindi non può parlare, così funziona in democrazia; Sel a Roseto non conta niente, vada a pulire la spiaggia libera, vada a pulire la pinetina Centola; mi sono informato su di lei, chi è, che cos'è? Una mezza dottoressa? Voi non risolvete niente, voi non sapete che cosa sia la sinistra, io sono un uomo di sinistra, lei è una leader? Io conosco tutti i leader che da 20 anni fanno politica qui e lei non la conosco, chi è lei».
E la Collevecchio ci è rimasta così male da vomitare rabbia, insieme ai colleghi Sel, in un comunicato stampa.
Tutto il circolo di Sinistra e Libertà si è stretto intorno alla donna, «esprimendo la massima solidarietà, il più profondo sdegno per quanto accaduto» e contraccambiando le affermazioni del sindaco con la stessa moneta.
«Pavone è un sessista, uno sconsiderato sciacallo opportunista», ha scritto Sel, «e oggi più di ieri ci mostra a quale socialista si ispira: a Mussolini! Perché il concetto per cui le minoranze debbano essere annullate e tacitate, non è certo un concetto un concetto democratico, è un concetto fascista Noi non ci lasciamo intimidire, non ci tireremo indietro di fronte alla battaglia che come circolo abbiamo intrapreso: quello della difesa dei lavoratori al di là di ogni rapporto di forza! Si abitui Pavone a ricevere mazzate sulla carta stampata, ad essere circondato da una sempre maggiore opposizione politica tra la gente di questa città che merita di essere liberata da questo servo dei politicanti teramani del Pdl. Lui è un rappresentante istituzionale che invece di trovare risorse e offrire risposte ai cittadini in difficoltà, strozzati e indebitati dalla fame, insulta una donna con un linguaggio scurrile e maschilista, tipico dei cavernicoli».
Poi, qualche stoccata al suo mandato definito da Sel,«un disastro»; lo proverebbero «il pessimo stato delle spiagge libere, l'abbandono dei lavoratori Asu a cui è stato promesso e poi negato il futuro, lo provano le centinaia di famiglie che non arrivano a fine mese».

IL SINDACO CONFERMA
Allora, sindaco come sono andati i fatti, è vero o no che si è rivolta alla Collevecchio in questi termini?
Pavone conferma tutto a PrimaDaNoi.it.
«Sì, è stata trattata negli stessi termini gentili con cui nei comunicati stampa Sel tratta me. Orinare fuori dalla tazza è un modo di dire nel senso che lei ha fatto delle affermazioni fuori luogo…questo significa».
Il sindaco tira subito in causa Berlusconi, il paradigma comunista e fa parallelismi a tratti poco chiari. «Sa una cosa. Questi sono abituati, i comunisti (il riferimento è a Sel) sono abituati come facevano a Berlusconi, fanno intercettazioni e da una telefonata traggono un discorso senza inserirlo in un contesto. Sel ha degli atteggiamenti molto poco eleganti; loro trattano e dicono cose con un atteggiamento non proprio elegante».
A proposito, visto che richiama i Comunisti, sa che l’hanno accusata di essere un Mussolini?
«Mussolini a me? Non ho più niente da dichiarare. Dica che il sindaco non ha da dichiarare nulla».
Poi, d’un tratto ritorna la verve: «visto che quello di ieri è un incontro e la Collevecchio lo riferisce alla stampa il sindaco non la riceverà mai più. Un conto è se io sto parlando con lei, se siamo io e lei e parliamo, un conto è se uno riferisce quello che diciamo e che in un contesto di un ragionamento, sa, si possono dire delle cose…o no?».
Ad un tratto Pavone ripete tra sé «sessista sciacallo»…quasi non crede che siano state detto queste cose su di lui… «allora non c’è niente da dire guardi; la signora (Collevecchio, ndr) continui a fare così io vedrò se ci sono gli estremi per querelarla. Ho detto che lei ha preso pochi voti, sì. E’ la verità: ho riportato esattamente il fatto che ha preso 16 voti quando si è candidata. Visto che Sel è per le spiagge libere, loro sono per il tutto pubblico, poi però non si capisce chi deve pulire sti beni, ho detto: visto che è così brava vada a pulire lei. Sì l’ho detto. Non voglio rispondere più ora. Non meritano le mie risposte. Le dichiarazioni di Sel non meritano alcuna risposta».

Marirosa Barbieri