PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Corte dei Conti bacchetta Ripa Teatina: «bilancio fuori tempo»

Il consigliere Andrea Patriarca presenta osservazioni

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2363

Corte dei Conti bacchetta Ripa Teatina: «bilancio fuori tempo»
RIPA TEATINA. Non ha rispettato i tempi previsti per l’approvazione del rendiconto di bilancio 2010 ed ha un patrimonio non aggiornato.

Sono le lacune del Comune di Ripa Teatina, rilevate dalla Corte dei Conti il 15 ottobre 2011.
Su questi punti il consigliere di minoranza, Andrea Patriarca, ha presentato alcune osservazioni.
Secondo l’organo di controllo contabile l’Ente ha approvato il rendiconto 2010 il 15 giugno 2011 oltre il termine fissato per la presentazione (il 30 aprile); non ha fornito le motivazioni dell’eventuale cancellazione parziale o totale dei crediti, non ha previsto le spese per il personale in seguito all’attivazione di nuovi servizi e/o all’incremento dei servizi esistenti; non ha aggiornato lo stato del patrimonio.
La Corte dei Conti ha definito, «negativo il risultato di gestione e positivo il valore di amministrazione come già segnalato con delibera del 28 luglio 2011».
«Il ripristino del necessario pareggio di parte corrente», ha  sottolineato la Corte, «è stato conseguito con l’utilizzo dei contributi per permessi di costruire. Sebbene la legge consenta tale pratica, la stessa, tuttavia, non rispetta i principi di sana gestione finanziaria».
«E’ allarmante che le scritture contabili non consentano una tempestiva rilevazione degli impegni e degli accertamenti entro il termine (30 aprile) previsto per la redazione del bilancio consuntivo», ha osservato Andrea Patriarca della lista civica Progetto Ripa, «questo è difficile da comprendere, visto che il sistema contabile ha un sistema informatico che dovrebbe consentire l’immediata rilevazione dei fatti. Questa situazione potrebbe invece nascondere una situazione deficitaria strutturale, che viene coperta impropriamente con entrate non ripetitive, ma occasionali».
Secondo il consigliere inoltre, «la cancellazione dei residui attivi (crediti) deve essere sempre motivata e vagliata dall’organo di revisione interno». Patriarca ha poi lanciato una proposta: «bisogna considerare l’idea di rivolgersi ad un incarico esterno per effettuare  l’ inventario del patrimonio, compito che dovrebbe essere di competenza della struttura interna dell’amministrazione comunale».