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Recupero impianti Prati di Tivo. Tancredi: «i Comuni fanno ostruzionismo»

Il sindaco: il senatore non conosce l'argomento

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Recupero impianti Prati di Tivo. Tancredi: «i Comuni fanno ostruzionismo»

Paolo Tancredi

PRATI DI TIVO. Dopo il contratto scaduto, il rischio di demolizione, per gli impianti di risalita di Prati di Tivo, arriva l’ennesimo ostacolo.

Il senatore Paolo Tancredi accusa i Comuni, interessati dalla struttura, di ostruzionismo. E si riferisce soprattutto al Comune di Piteracamela, «che non ha mai collaborato alla soluzione delle numerose difficoltà incontrate in questo problematico percorso».
L’impianto che offre il servizio di seggiovia e cabinovia, nella località sciistica di Prati di Tivo, è di proprietà della Provincia di Teramo, ed è controllato dalla società Gran Sasso Teramano.
La struttura è stata rinnovata di recente con investimenti pubblici di migliaia di euro ed è stata gestita (fino al 30 settembre) dalla Siget srl e la Fas (Ferrovia Adriatica Sangritana), in base ad un contratto di servizio.
Dunque a breve bisognerà trovare un nuovo gestore, in vista della stagione sciistica. Nonostante un bando per la gestione dei prossimi 15 anni sia già pronto, il Comune di Isola del Gran Sasso ha emesso una ordinanza di demolizione perché, secondo l’Ente, la stazione della nuova funivia e la biglietteria sono sconfinate nell’area comunale di Isola del Gran Sasso. Gli edifici non sono accatastati e dunque risultano abusivi.
Tancredi ha ricordato i fondi stanziati per l’impianto.
«E' bene rammentare a tutti», ha detto, «che Regione e Provincia hanno creato le condizioni per un investimento di ben tredici milioni di euro nel Comune di Pietracamela. Il finanziamento per mezzo dei Fas si sta perfezionando in questi giorni, ma il precedente Consiglio provinciale dovette, a suo rischio e pericolo, adottare una delibera a garanzia del prestito, successivamente asseverata dall'attuale Giunta provinciale. Altrettanto poderoso», aggiunge, «è stato l'impegno degli amministratori, presenti e passati, della Gran Sasso Teramano che sono riusciti, in questi anni, a garantire la gestione degli impianti, assumendosi oneri finanziari assai gravosi a causa del ritardo dei Fas.Da ultimo la Sangritana quindi la Regione ha assicurato una gestione efficiente degli impianti, riportando perdite negli ultimi tre anni che ammontano a circa seicentomila euro e investendo per ulteriori quattrocentomila euro in macchinari, attrezzature e strutture per ampliare l'offerta di intrattenimento e promuovere tutta l'area del Gran Sasso».
Il senatore ha invitato le istituzioni a riflettere sull'opportunità di interrompere questo percorso e di chiudere, per la prossima stagione invernale, la nuova funivia e tutti gli impianti di risalita se il Comune di Pietracamela dovesse dichiararsi disinteressato al funzionamento della struttura.

IL SINDACO DI PIETRACAMELA: «NON SO DI COSA MI ACCUSA TANCREDI»
Il sindaco di Pietracamela, Antonio Di Giustino, respinge le accuse del senatore Tancredi.
Il primo cittadino ha spiegato che la regolarizzazione della stazione a monte della nuova cabinovia è a carico della Gran Sasso Teramano e non del Comune  di Pietracamela che non ha competenza territoriale.
Quanto alla stazione della vecchia seggiovia che è di competenza del Comune di Pietracamela per una porzione inferiore ad un decimo, il sindaco dice «di aver chiesto alla Siget Società, il privato che gestisce l’immobile, il ripristino ambientale per raggiungere il fine di acquisire e  mettere a disposizione, per quelli che sono i suoi diritti,  l'immobile al funzionamento della nuova cabinovia».
«Il senatore Tancredi non conosce a fondo l'argomento», ha incalzato Di Giustino, «ed è anche male informato. Non ho capito cosa intende quando parla di mancata collaborazione e mi imputa responsabilità dirette che non mi riguardano. Lo invito ad indicarmi fattivamente una soluzione amministrativa trasparente e legale. Il sindaco di Pietracamela per ben due anni, prevedendo le problematiche ha condotto una trattativa con il privato per evitare la crisi ed è stato lasciato solo, non raggiungendo risultati. Perchè?».