RIORDINO PROVINCE

Provincia unica? Testa: «vivete su Marte». Il Pd favorevole

Nuova benzina sul fuoco del riordino delle province. Ormai è caos totale

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Guerino Testa

Guerino Testa

PESCARA. «L'idea di dar vita ad una sola Provincia, con L'Aquila capoluogo, è assolutamente da bocciare, per mille motivi».

Parola di Guerino Testa che non ha dubbi: i politici che la caldeggiano, di centrodestra e centrosinistra, «evidentemente vivono su Marte, non si impegnano per il bene dell'Abruzzo e fanno di tutto per danneggiare questa regione».
La proposta era stata promossa, tra gli altri, anche dal presidente della Regione Gianni Chiodi. Il consigliere regionale del Pdl Lorenzo Sospiri aveva detto che se ne sarebbe potuto anche parlare ma tenendo presente la condizione «imprescindibile» di Pescara capoluogo.
Ma Testa non approva perché secondo lui con una provincia unica «si cancella con un colpo di spugna il lavoro portato avanti dal Cal (Consiglio delle Autonomie locali) che non è propriamente un circolo privato dove si gioca a carte ma rappresenta i cittadini abruzzesi».
Il Cal nelle scorse settimane ha incontrato i rappresentanti dei Comuni più popolosi e delle associazioni di categoria e al termine di una serie di consultazioni ha formulato una proposta precisa sull’accorpamento delle Province che diventerebbero due (Pescara-Chieti con Pescara capoluogo e L’Aquila-Teramo con L’Aquila capoluogo).
Così come, sempre secondo Testa, non è da dimenticare il ruolo principale che dovrà giocare Pescara: «secondo quanto stabilito dal Governo Monti», continua il presidente, «assume il ruolo di comune capoluogo delle singole Province il comune già capoluogo di Provincia con maggior popolazione residente, salvo il caso di diverso accordo tra i Comuni già capoluogo di ciascuna Provincia oggetto di riordino. Questo vuol dire – prosegue il presidente - che Pescara deve rimanere capoluogo di Provincia, considerato che accordi diversi non ce ne sono stati. E, ancora, si punta a cancellare Pescara dimenticando che questa città è sede degli organi istituzionali della Regione Abruzzo, come prevede lo statuto della Regione stessa».
Secondo Testa qualcuno, più che trovare una soluzione sul nuovo assetto delle Province, avrebbe come «unico obiettivo» quello di «‘abbattere’ Pescara. Così facendo si crea solo un danno all'Abruzzo, perdendo tempo ed energie che dovrebbero essere destinati a risolvere i tanti problemi di questo territorio».

PD FAVOREVOLE ALLA PROVINCIA UNICA

Nel corso della seduta odierna della seconda Commissione consiliare, riunita per esprimere parere sulla Riforma Istituzionale relativa alla ridefinizione del numero delle Province Italiane , i Consiglieri regionale del PD Giuseppe Di Pangrazio , Claudio Ruffini e Giovani D’Amico hanno espresso il loro parere favorevole relativamente alla istituzione della provincia unica dell’Abruzzo .

«La nostra posizione – hanno dichiarato i consiglieri – è sempre stata quella di andare verso una razionalizzazione della Pubblica Amministrazione rafforzare lo stesso progetto in discussione nel Consiglio regionale per la costituzione in Abruzzo delle aree omogenee rispondenti alla realtà dei tirritori.  La Provincia unica è l’occasione per aprire un confronto serrato con il Governo affinché sui territori si distribuiscano i servizi in base alle reali esigenze».

«L’istituzione della provincia unica è un chiaro e forte invito al Parlamento a procedere alla riforma Costituzionale per la soppressione di tutte le province. La nostra proposta - sottolineano i consiglieri del PD - è coerente con la posizione già espressa dal Partito Democratico dell’Abruzzo che ha proposto una coesa governance per l’Azienda sanitaria, l’Azienda per l’Edilizia Pubblica, il Ciclo Idrico ed i Rifiuti, la Società di Trasporto Pubblico, di dimensione unica e regionale. In rapporto ad un forte assetto unitario regionale, attraverso significative aggregazioni per aree omogenee e funzionali tra i Comuni, bisognerà realizzare una dimensione efficiente ed articolata volta a garantire la vicinanza e l’alta qualità dei servizi resi ai cittadini».

RABUFFO (FLI): ««COSì NON DANNEGGIAMO NESSUNO»
«L'Abruzzo non è divisibile per due - ha commentato il consigliere regionale di Fli Berardo Rabbuffo - con una sola Provincia, invece, riusciremmo a eliminare il singolo ente, senza danneggiare i vari territori. Questo anche in considerazione del fatto che, con una soluzione diversa, il territorio più penalizzato sarebbe proprio quello teramano, che rischierebbe di perdere non solo la Provincia, e su questo saremmo d'accordo, ma anche tutti gli altri enti come la Prefettura, la Questura, la Camera di Commercio. Una desertificazione che farebbe sprofondare il Teramano, già vittima di una profonda crisi, in un baratro senza ritorno. In commissione ho rappresentato l'esigenza di proporre una sola Provincia in Abruzzo - ha concluso Rabbuffo - e su questa lunghezza d’onda stanno convergendo anche altre forze politiche. Una convergenza che fa ben sperare per una rapida decisione nel merito anche da parte del Consiglio regionale».
CASCIANO (PD): «NO ALL’IPOTESI DELLA PROVINCIA UNICA»
Il Partito Democratico della città di Pescara, però, non ci sta alle ipotesi formulate in Regione. 
«La votazione effettuata nel Cal –spiega Stefano Casciano, segretario cittadino del Pd di Pescara -  non può essere cancellata con un semplice colpo di mano da parte del centrodestra che governa la Regione.  E’ ridicola la decisione di procedere a costituire una Provincia unica con sede a L’Aquila e poi sparpagliare uffici e regalie negli altri territori per fare la solita politica di campanile che non farà mai il bene della nostra Regione.  Il Pdl e alcuni avventurosi consiglieri regionali del Pd, che non pensano al futuro della Regione, vogliono colpire Pescara per i loro piccoli interessi di bottega. Mi auguro che si possa tornare alla difficile decisione che era stata assunta con la votazione nel Cal».  
RABUFFO (FLI): ««COSì NON DANNEGGIAMO NESSUNO»

«L'Abruzzo non è divisibile per due - ha commentato il consigliere regionale di Fli Berardo Rabbuffo - con una sola Provincia, invece, riusciremmo a eliminare il singolo ente, senza danneggiare i vari territori. Questo anche in considerazione del fatto che, con una soluzione diversa, il territorio più penalizzato sarebbe proprio quello teramano, che rischierebbe di perdere non solo la Provincia, e su questo saremmo d'accordo, ma anche tutti gli altri enti come la Prefettura, la Questura, la Camera di Commercio. Una desertificazione che farebbe sprofondare il Teramano, già vittima di una profonda crisi, in un baratro senza ritorno. In commissione ho rappresentato l'esigenza di proporre una sola Provincia in Abruzzo - ha concluso Rabbuffo - e su questa lunghezza d’onda stanno convergendo anche altre forze politiche. Una convergenza che fa ben sperare per una rapida decisione nel merito anche da parte del Consiglio regionale».

CASCIANO (PD): «NO ALL’IPOTESI DELLA PROVINCIA UNICA»

Il Partito Democratico della città di Pescara, però, non ci sta alle ipotesi formulate in Regione. «La votazione effettuata nel Cal –spiega Stefano Casciano, segretario cittadino del Pd di Pescara -  non può essere cancellata con un semplice colpo di mano da parte del centrodestra che governa la Regione.  E’ ridicola la decisione di procedere a costituire una Provincia unica con sede a L’Aquila e poi sparpagliare uffici e regalie negli altri territori per fare la solita politica di campanile che non farà mai il bene della nostra Regione.  Il Pdl e alcuni avventurosi consiglieri regionali del Pd, che non pensano al futuro della Regione, vogliono colpire Pescara per i loro piccoli interessi di bottega. Mi auguro che si possa tornare alla difficile decisione che era stata assunta con la votazione nel Cal».