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‘Via Verde’ a rischio blocco? Di Giuseppantonio: «no, arrivati altri 3 milioni di euro»

«Nessuno ostacolo alla realizzazione della pista ciclo pedonale»

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pista ciclabile
CHIETI. I vincoli imposti dal regolamento comunitario limitano al 10% l’utilizzo dei fondi Fas per l’acquisto delle aree dismesse dalle Ferrovie.

Questo ostacolo che si sta cercando di superare, assicura il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, «non pregiudica la realizzazione della pista ciclo pedonale».
La Provincia va avanti, dunque, con il progetto per avviare i lavori dei primi lotti già deliberati, fra cui quello di Vasto. «Posso assicurare ai cittadini che l’avvio della realizzazione dell’opera ci sarà», insiste Di Giuseppantonio che fornisce anche una indicazione temporale precisa: « contiamo di metterla in cantiere all’inizio del prossimo anno».
Sul problema dell’acquisizione delle aree sono in corso una serie di contatti con Rete Ferroviaria Italiana e Ministero dell’Economia, mentre con i Comuni è stata attivata un’intensa azione di coordinamento che ha l’obiettivo di mantenere attiva la valorizzazione di tutte le aree dismesse, nonostante i vincoli comunitari.
«Sono fiducioso», assicura il presidente, «anche alla luce degli ulteriori tre milioni di euro che la Giunta Regionale ha destinato a questo progetto e che in ogni caso saranno utilissimi per portare avanti la realizzazione della pista ciclo pedonale».

COLETTI: «I NODI VENGONO AL PETTINE»
La passata amministrazione provinciale guidata dall’ex presidente Tommaso Coletti (Pd) non aveva previsto di acquistare le aree o di farle acquistare dai comuni, anche perché, a parte la mancanza di disponibilità di risorse, il Governo aveva disposto che i Comuni e le Province dismettessero il patrimonio immobiliare non utilizzato per le competenze istituzionali.
Per questo la passata amministrazione provinciale aveva previsto, con l’accordo dei comuni interessati, di predisporre la pianificazione urbanistica ed economica sul territorio, lasciando al pubblico o al privato di concretizzare gli interventi nel rispetto appunto del piano. La pista invece sarebbe stata realizzata direttamente dalla Provincia sul sedime della ex ferrovia con un progetto già redatto dal costo complessivo di circa 40 milioni di euro. Per la realizzazione dell’opera la Provincia avrebbe dovuto acquistare o espropriare 460.000 mq , cioè 46 Km di lunghezza per 10 metri circa di larghezza dell’ex tracciato che, al costo medio di 1 euro a metro quadrato, sviluppa un costo complessivo di circa 460.000 Euro.
«Il pubblico(Provincia e Comuni) non ha bisogno delle altre aree o degli immobili dismessi», dice oggi Coletti. «Ha solamente la necessità di stabilire la destinazione d’uso e gli interventi realizzabili sulle aree dismesse per evitare speculazioni da parte dei privati. Questo era il progetto originario».
Per l’ex presidente, in pratica, l’attuale amministrazione provinciale ha voluto inserire «a tutti i costi» l’acquisto di tutte le aree dismesse e dei manufatti delle vecchie stazioni ferroviarie «esultando per l’accordo raggiunto con le ferrovie che avrebbero svenduto tale patrimonio per soli sette milioni e mezzo di euro».
Ma oggi vengono i nodi al pettine in quanto non ci sono i soldi e i Fas non possono essere utilizzati per acquisto del patrimonio se non in misura del 10% dell’intero intervento. Chi comprerà le aree?
«Per poter andare avanti bisogna tornare necessariamente all’idea originaria», insiste Coletti. «Provincia e comuni pianifichino gli interventi sulle aree e sui manufatti dismessi per evitare speculazioni, lasciando ad altri la realizzazione degli investimenti; così la Provincia con i 15 milioni di euro che la Regione le trasferirà potrà realizzare minimo tre lotti della tanto attesa pista».