RIORDINO PROVINCE

Coletti difende Chieti: «hanno voluto proteggere Pescara»

Le accuse dell’ex senatore ortonese

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2525

Tommaso Coletti

Tommaso Coletti

CHIETI. Una situazione «assurda».

Così l’ex presidente della provincia di Chieti, Tommaso Coletti (Pd) definisce la riorganizzazione delle province abruzzesi. Secondo quanto stabilito dal Cal Chieti sarà accorpata a Pescara e L’Aquila a Teramo. La soluzione definitiva arriverà nelle prossime settimane, dopo la votazione del Consiglio regionale e soprattutto l’ultima parola del Governo Monti.
Ieri su You Tube è spuntato l’appello alla mobilitazione di Cristiano Vignali, adesso anche Coletti segue la stessa linea e sostiene che la provincia Chietina sia l’unica ad uscirne con le ossa rotte.

Il riordino delle Province, con una drastica riduzione del loro numero, nasce con l’intento di ridurre la spesa pubblica. «Questa riforma, di dubbia costituzionalità», protesta Coletti, « non comporta nessun risparmio considerevole ed ha creato solamente una lacerazione sui territori difficile da sanare nel tempo».
Il Governo Nazionale, sottolinea l’ex senatore, «non ha saputo o non ha voluto assumersi la responsabilità delle scelte. Ha preferito lasciare agli enti locali l’onere delle proposte creando lacerazioni e campanilismi che sicuramente non fanno bene alla nostra comunità».
Adesso la strada è tutta in salita anche perché nessuno è pienamente soddisfatto di quanto votato dal comitato per le autonomi locali, lacerato dai campanilismi. La Regione dovrà elaborare una proposta unitaria da inviare al Governo Nazionale .
«La Provincia di Chieti», insiste Coletti, «la più popolosa delle quattro abruzzesi, la più grande come superficie, una delle più antiche, quella che possiede entrambi i parametri previsti dalla legge per continuare ad essere Provincia, è destinata a chiudere i battenti nel giro di qualche mese per essere fusa con quella di Pescara. La provincia di Pescara, pur non avendo i parametri previsti dalla Legge è stata “protetta” in sede di conversione del decreto con una postilla che stabilisce che, comunque vadano gli accorpamenti in Abruzzo, Pescara sarà capoluogo di Provincia».

«RESTITUIRE DIGNITA’ A CHIETI»
«Il Consiglio Regionale abruzzese», sostiene Coletti, «deve rimediare alle disattenzioni dei parlamentari abruzzesi che in sede di conversione del D.L. non hanno compreso che solo Chieti sarebbe stata punita».
La richiesta è quella di ‘partorire’ una «giusta proposta», in linea con la legge nazionale di riforma, che «dia dignità a tutti i territori, alle loro storie ed alle loro aspettative». Chieti e L’Aquila hanno i parametri previsti dalla legge per continuare ad essere Province, mentre Teramo e Pescara «dovranno essere fusi in una unica Provincia così come vuole la legge», dice netto Coletti. In sintesi per l’ex presidente della Provincia, il Consiglio Regionale dovrebbe proporre per l’Abruzzo tre Province: Chieti, L’Aquila e Pescara-Teramo.
Per discutere di questa ipotesi il gruppo Pd in Provincia ha fatto richiesta al presidente Di Giuseppantonio di organizzare un incontro in Consiglio provinciale con i Parlamentari ed i Consiglieri Regionali del territorio prima che l’assemblea Regionale provveda ad inviare la proposta al Governo Nazionale.