POLITICA

Di Pietro a Pescara: «lavoro e legalità, poi rivedere il federalismo e tagliare sprechi»

«Bisognerebbe riunire Abruzzo e Molise»

Sebastiano Calella

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Sebastiano Calella

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Di Stanislao, Mascitelli, Di Pietro, Costantini (foto: Calella)

Di Stanislao, Mascitelli, Di Pietro, Costantini (foto: Calella)

PESCARA. Dopo la cartolina di Vasto, stavolta il messaggio di Antonio Di Pietro parte da Pescara.
L’Idv, schierata al completo attorno al suo leader, manda a dire al Pd ed agli altri partiti che «il problema non è con chi fare le alleanze, ma perché farle, cioè con quale programma. Noi mettiamo al primo posto la legalità ed il lavoro, che sono punti irrinunciabili sia a livello nazionale che in Abruzzo».

 Dove peraltro, se le elezioni nazionali ci saranno la prossima primavera, subito dopo ci sarà la campagna elettorale per la Regione che porrà lo stesso problema, come ha sottolineato il senatore Alfonso Mascitelli: «anche qui rifiutiamo la politica delle sigle, vogliamo un programma che contenga almeno tre punti: ricostruire la sanità pubblica ridotta allo stremo dal commissario Chiodi, mettere più fondi per il sociale e riscrivere il patto per lo sviluppo. Il tutto sottoscrivendo un Codice etico per recuperare la moralità in politica».

«Infatti l’illegalità non è solo quella dei comportamenti diretti – ha detto Carlo Costantini, capogruppo in Regione – ma anche quella dei mancati controlli nel sottogoverno e nelle società che gestiscono servizi pubblici. Nell’ultimo consiglio regionale ho lanciato l’allarme per i rifiuti, per l’acqua, per le decine di enti sommersi a cui partecipa il capitale pubblico. Chi ha responsabilità di governo non può far finta di non vedere».

 Il richiamo al programma da condividere è stato dunque il leit motiv del messaggio di Antonio Di Pietro, che non ha lesinato critiche al «governo di Berlusconi che era il governo degli affari suoi» ed a quello di Monti, incolpato «dell’attuale crisi sociale».

Nessun accenno invece a Beppe Grillo e qualche rivendicazione di primogenitura («prima del Pd») per i contatti con Nicola Zingaretti, candidato del centrosinistra alla Regione Lazio, con il quale già è stato attivato un confronto: «c’è la nostra disponibilità ad appoggiarlo, ma non a prescindere dal programma». Insomma, che sia Lazio o Abruzzo (che Di Pietro vorrebbe rivedere insieme al Molise, rilanciando una proposta del suo consigliere regionale Paolo Palomba), l’Idv ha riconfermato di volersi battere contro gli sprechi e le ruberie, di voler toccare con mano i provvedimenti anti corruzione del governo per controllare se ritorna il falso in bilancio e se la concussione viene punita meglio, di voler rivedere il federalismo che ha portato eccessi e dispersione di risorse: «con 300 mila abitanti in Molise ci sono due province e 43 società a capitale pubblico, compresa la società per l’aeroporto che non sarà mai realizzato. Non si può andare avanti così. Serve una stagione di riformismo che ridisegni l’Italia che è ancora come quella in cui si andava a cavallo. Ora premi un pulsante e ti colleghi con il mondo: noi invece siamo ancora alle “Province si o no”, alle comunità montane, ai consorzi. Serve aria nuova».

 

RIUNIRE ABRUZZO E MOLISE
Con la proposta di riunificare Abruzzo e Molise il presidente nazionale del partito rilancia, proprio dall’Abruzzo, il pallino fisso del “suo” consigliere regionale abruzzese Paolo Palomba. 
«Riunificare le due regioni per dimezzare i costi della politica, in una parola le poltrone», ha spiegato, più volte, il consigliere regionale Palomba. Le due regioni insieme «potevano avere un valore» - ha commentato Di Pietro a Pescara - ma «dividendole in due ne abbiamo dimezzato il valore».
Per Di Pietro non ci sono «differenze culturali» mentre ci possono essere «differenze territoriali» e comunque si potrebbe «mettere in sinergia le risorse». «Bisogna avere il coraggio e l’umiltà di capire che il campanilismo non porta da nessuna parte», ha chiuso Di Pietro. Nei mesi scorsi proprio Palomba lanciò la proposta di un referendum, tra i residenti di Abruzzo e Molise, per far decidere «il “popolo sovrano” se restare divisi, spendendo e contando poco o nulla, oppure se tornare ad essere un’unica grande regione», precisò il consigliere regionale abruzzese.
RIUNIRE ABRUZZO E MOLISE

 

Con la proposta di riunificare Abruzzo e Molise il presidente nazionale del partito rilancia, proprio dall’Abruzzo, il pallino fisso del “suo” consigliere regionale abruzzese Paolo Palomba. «Riunificare le due regioni per dimezzare i costi della politica, in una parola le poltrone», ha spiegato, più volte, il consigliere regionale Palomba. Le due regioni insieme «potevano avere un valore» - ha commentato Di Pietro a Pescara - ma «dividendole in due ne abbiamo dimezzato il valore».Per Di Pietro non ci sono «differenze culturali» mentre ci possono essere «differenze territoriali» e comunque si potrebbe «mettere in sinergia le risorse». «Bisogna avere il coraggio e l’umiltà di capire che il campanilismo non porta da nessuna parte», ha chiuso Di Pietro. Nei mesi scorsi proprio Palomba lanciò la proposta di un referendum, tra i residenti di Abruzzo e Molise, per far decidere «il “popolo sovrano” se restare divisi, spendendo e contando poco o nulla, oppure se tornare ad essere un’unica grande regione», precisò il consigliere regionale abruzzese.