Fondi Fas, l’ira di D’Alessandro: «tutti i soldi al Teramano»

Il consigliere del Pd contesta i metodi di distribuzione

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Camillo D'Alessandro

ABRUZZO. 45 milioni del Fondo Fas distribuiti «senza logica e senso», «a ‘pioggia’ come era solito farsi nella peggiore tradizione spartitoria.

La denunciata arriva dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro che contesta anche la mancata convocazione delle le parti sociali e lo scavalcamento del tavolo del Patto per lo Sviluppo, che pure aveva nell'ultima seduta espresso la necessità di entrare nel merito della riprogrammazione del vecchio e nuovo Fas.
Nella delibera, oltre ai fondi dovuti alla Provincia di Teramo per l'alluvione, si assegnano altri fondi sempre «al territorio elettorale del presidente e dei suoi assessori di fiducia», denuncia ancora D’Alessandro, mentre 304 comuni «rimangono soli e con il rischio di dissesto economico e contenziosi per le spese sostenute e mai rimborsate per i danni causati dalle neve».
Il consigliere del Pd si dice d'accordo che le risorse siano state destinate una parte, come detto, per l'alluvione, un'altra parte per le politiche sociali, ma immediatamente dopo ogni altra risorsa «doveva andare ai Comuni e Province per pagare le imprese che avevano lavorato per lo sgombero della neve e per le emergenze seguite».
Con le decisioni prese, sostiene sempre D’Alessandro, viene violata e non rispettata la risoluzione voluta dai sindaci, promessa da Giuliante con la quale si disponeva di utilizzare parte di quei fondi Fas, «oggi scippati da Chiodi», proprio per tutti i Comuni abruzzesi che avevano avuto danni dalle nevicate del febbraio 2012. Ora restano sulla carta solo circa 8 milioni nel nuovo Fas inutilizzabili, in quanto legati ad un evento sportivo concluso, dunque somme non spese: « possono e devo essere indirizzate a favore dei Comuni e delle Province, anche questo dispone la risoluzione approvata».
Per il capogruppo del Pd quanto successo sarebbe la dimostrazione che Chiodi e la Giunta «sono totalmente inaffidabili capaci di dire e votare una cosa e fare l'esatto contrario, purtroppo questi sono i nostri amministratori. I Comuni si facciano sentire».