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Anche Azione Cattolica contro il registro delle unioni civili a L’Aquila

Roberto Tinari «provvedimento vergognoso»

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L’AQUILA. Anche il movimento di Azione Cattolica è intervenuto contro il registro delle unioni civili approvato dalla Giunta Cialente, a L’Aquila.


«E’ una misure che si colloca in un processo di involuzione e di dissoluzione della attuale società», ha detto il movimento.
Nei giorni scorsi il Comune de L’Aquila ha approvato, con una delibera di Giunta, le unioni civili. Grazie al registro, le coppie iscritte (sia etero che omosessuali), saranno parificate a quelle sposate e potranno accedere a tutti i servizi forniti dal Comune per le famiglie tradizionali.
L’iniziativa di certo non ha fatto piacere ai tradizionalisti che credono nell’idea classica di famiglia (composta da uomo, donna –che decidono di unirsi in matrimonio in chiesa- e figli) ed agli esponenti religiosi.
Contro la delibera è insorto l’arcivescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari, che ha invitato «soprattutto i politici ad essere coerenti ed a pregare il Signore per il bene vero del popolo».
Secondo il movimento di Azione Cattolica, il registro altro non è che un espediente teso solo al riconoscimento delle coppie omosessuali.
«Per le coppie eterosessuali», ha detto l’associazione, «il registro non ha senso, dal momento che esse possono scegliere tra matrimonio civile (con tutta la sua rilevanza sul piano del riconoscimento pubblico, dell'assunzione delle responsabilità e della tutela dei diritti) e convivenza. Due persone che convivono hanno già tutti i riconoscimenti: i loro figli godono degli stessi diritti degli altri; se uno dei due muore l'altro ha diritto al trasferimento del contratto d'affitto. In realtà l'istituzione del registro é una via surrettizia per arrivare ad equiparare del tutto le unioni omosessuali alle unioni matrimoniali tra un uomo e una donna, magari con la possibilità in futuro anche dell'adozione di figli. Il che sarebbe una evidente distorsione delle cose naturali».
Azione Cattolica ha ricordato che la famiglia «è la cellula originaria della società, è fondata sul matrimonio ed è aperta alla condivisione, al rispetto e all'amore gratuito».
Il consigliere comunale Roberto Tinari del gruppo “L’Aquila città aperta” che ha avversato il registro, ha salutato con soddisfazione la posizione di Azione Cattolica.
«La cosa non può che farmi piacere», ha detto, «sinceramente avevo il timore di essere tra i pochi a censurare il vergognoso provvedimento dell’esecutivo comunale, che offende i valori della famiglia e lede la sana istituzione del matrimonio, uno dei pilastri della nostra Costituzione. Mi auguro che la contestazione a quella scellerata decisione del sindaco Cialente e dei suoi assessori salga di tono e che le voci di dissenso aumentino giorno per giorno. Una sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro lo scempio della famiglia, che l’amministrazione sta portando avanti, potrebbe essere decisiva per bocciare sonoramente la delibera, una volta che la stessa approderà nell’aula del Consiglio comunale».