ACQUA E ASSUNZIONI

Ruzzo Reti e il nuovo piano delle assunzioni

Il presidente dell’associazione Progetto Daf fa ipotesi e riporta voci

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Ruzzo Reti e il nuovo piano delle assunzioni
TERAMO. «Riorganizzazione in vista in casa Ruzzo».

Lo pensa Franco De Angelis, presidente dell’associazione Progetto Daf, alla luce degli equilibri ed orientamenti politici in Ruzzo Reti, società che gestisce la distribuzione dell'acqua in 36 comuni della provincia di Teramo.
Solo un’ipotesi, dunque, non supportata da documenti e di cui De Angelis sembra abbastanza convinto.
Parla infatti di un piano di assunzioni alla Ruzzo Reti definendolo «l’obiettivo finale della faida dell’acqua nella provincia di Teramo». Parla «di alcuni documenti pubblici alimentano le voci che l’ex presidente Strozzieri si sia mosso in maniera maldestra al punto di rischiare, con la rivisitazione interna all’azienda sui dipendenti, e che con un accordo bipartisan sia stato deciso di cambiare il vertice del consiglio». Dice ancora che «la nuova riorganizzazione prevederebbe una tripartizione, tecnica, finanziaria e amministrativa».
La situazione in casa Ruzzo è sempre stata complessa. Il Cda è composto da membri designati dall’assemblea dei sindaci, che fanno riferimento tutti all’area di centrodestra.
Le modalità che hanno portato al rinnovo del Consiglio d'amministrazione della Ruzzo Reti ha scatenato le ire del centrosinistra preoccupato che l’assenza della minoranza nel gruppo precludesse ogni forma di garanzia e controllo sull'ente.
Claudio Strozzieri, ex presidente, si è dimesso «per l’impossibilità di portare a compimento il risanamento dell’Ente e la corretta gestione nell’interesse pubblico».
Oggi secondo qualcuno nulla è cambiato. «I consiglieri che dovrebbero amministrare la Ruzzo reti», dice De Angelis, «tutti di nomina politica e remunerati a gettone dopo più di un anno di squallide manfrine di sottopotere hanno comunicato ai cittadini della provincia di Teramo che avrebbero riorganizzato l’ente secondo i piani del neo eletto presidente Vittorio Scuteri e dei poteri forti che ne hanno consentito l’elezione».