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Crisi Cirsu: «individuare un soggetto pubblico per costruire discarica di Grasciano 2»

Il consigliere di Teramo Roberto Canzio è intervenuto sulla vicenda del consorzio

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Crisi Cirsu: «individuare un soggetto pubblico per costruire discarica di Grasciano 2»
TERAMO. Anche il consigliere comunale di Teramo, Roberto Canzio della lista civica “Al centro per Teramo” dice la sua sul consorzio Cirsu alle prese con una perdita di oltre 3 milioni e 700mila euro.

Per Canzio, visto il possibile fallimento del consorzio, è necessario individuare un soggetto pubblico e non privato che si faccia carico di portare avanti i lavori della discarica.
«Solo creando un consorzio unico provinciale», ha detto Canzio, «di cui devono far parte tutti i comuni interessati, i cittadini e le imprese della provincia pagheranno la stessa tariffa (non ci dovrà essere un utile da dividere a fine anno tra i soci ma si dovranno sostenere i soli costi di gestione). E solo così, una volta per tutte, si potrà porre fine agli attuali quattro consorzi che costituiscono esclusivamente un costo per i cittadini, dal momento che non se ne comprende l’esistenza non avendo trovato, da decenni, alcuna soluzione all’emergenza degli impianti di smaltimento in nessuno dei rispettivi ambiti di riferimento».
Canzio da tempo ha espresso dubbi sulla reale capacità del Cirsu di realizzare la discarica a causa delle difficoltà economiche ma solo oggi, dice, «è stato confermato il grave debito che il consorzio made in centrosinistra ha accumulato in questi anni e che ha praticamente caricato sui futuri bilanci dei Comuni consociati (Giulianova, Roseto, Morro D’oro, Mosciano, Bellante e Castellalto)».
La questione Cirsu è stata oggetto giorni fa di una seduta consiliare al Comune di Roseto. Il sindaco di Roseto, Enio Pavone ha chiesto di ottenere il mandato in seno all’assemblea del Consorzio o per la liquidazione volontaria o per il concordato preventivo con continuità aziendale o altre forme equipollenti previste dalla legge, compreso il fallimento. Una richiesta che è stata votata dalla sola maggioranza in quanto l’opposizione rappresentata dal Pd (favorevole alla soluzione del concordato preventivo) si è assentata dall’aula, mentre La Destra che pure ha condiviso la posizione del sindaco, si è detta a favore dell’istanza di fallimento.