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Soppressione Province. La preoccupazione di Teramo Lavoro: che fine faremo?

L’appello dell’amministratore unico Venanzio Cretarola alla politica

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Soppressione Province. La preoccupazione di Teramo Lavoro: che fine faremo?
TERAMO. L’amministratore unico di Teramo Lavoro srl, Venanzio Cretarola, è preoccupato.

Fortemente preoccupato per il futuro delle Province e degli enti strumentali come Teramo Lavoro, a rischio soppressione.
E’ preoccupato per i posti di lavoro, per la qualità dei servizi che verrebbero irrimediabilmente compromessi nel caso di soppressioni. Una preoccupazione più che giustificata per chi come lui riveste ruoli di responsabilità come amministratore unico e segretario autonominatosi sotto altro nome (motivo per cui la Procura di Teramo  ha aperto un’inchiesta).
Cretarola conosce bene le battaglie dei 100 precari che da tempo si battevano per una stabilità contrattuale nella società in house e che solo di recente hanno visto rinnovati il loro contratti di lavoro.
Ed è per questo che ora, (davanti al rischio soppressioni), intende «finalmente senza strumentalizzazioni, di qualunque parte, parlare del patrimonio di professionalità ed esperienza di decine di lavoratori indispensabili per il servizio pubblico, per troppi anni utilizzati precariamente e del cui futuro nessuno sembra realmente curarsi».
Mentre la politica regionale «da mesi si concentra esclusivamente su questioni relative a confini provinciali e rivendicazioni di “capoluoghità”», lui si interroga invece sul vero nocciolo della questione: chi e come gestirà i servizi oggi affidati alle Province, e con quali standard di servizio soddisfacenti se gli Enti verranno soppressi?
Non si può fare a meno di un ente come Teramo Lavoro, dice Cretarola, che ha dimostrato, oltre alla correttezza del suo operato, di costituire l’unico modello oggi possibile (nel rispetto delle norme vigenti) per garantire la continuità dei servizi ai cittadini ed alle imprese. Come si può fare a meno di un Ente che è stato persino imitato da altre Province e dalla stessa Regione, sostiene ad alta voce il signor Cretola, «e che è stato anche proposto come soluzione alternativa all’ipercontestato “concorsone” dedicato ai precari de L’Aquila?».
Quanti sanno ad esempio che i criteri per mantenere lo stato di disoccupazione (e le relative agevolazioni all’assunzione) sono cambiati senza preavviso nello spazio di un mattino lasciando esclusivamente alle Province la responsabilità di “trovare” un modo per evitare danni immediati agli utenti? E quanti sanno che si continua ad eliminare i trasferimenti finanziari alle Province (o a ciò che ne resterà), ivi compresi gli stipendi dei dipendenti a tempo indeterminato dei centri per l’impiego? Perché nessuno ne parla? Si domanda Cretarola preoccupato.