LO SCONTRO

Il Comune modifica ‘le regole’…ma la procedura di mobilità è già aperta

A Penne scoppia la polemica. Baldacchini (Pdl): «atto poco trasparente»

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Antonio Baldacchini

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PENNE. Al Comune di Penne «hanno avuto una svista» e sono corsi ai ripari.

Il Comune modifica ‘le regole’…ma la procedura di mobilità è già aperta 
A Penne scoppia la polemica. Baldacchini (Pdl): «atto poco trasparente»
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PENNE. Al Comune di Penne «hanno avuto una svista» e sono corsi ai ripari. Si legge così nella delibera di Giunta numero 96 del 3 settembre scorso che va a modificare l’atto numero 54 del 3 maggio.
Il documento originario (quello di maggio) prevede la ridefinizione dei profili professionali in forza al Comune. Stabilisce cioè quali requisiti devono avere i dipendenti, accorpa i lavoratori che svolgono mansioni simili in una stessa categoria, crea nuovi profili lavorativi. Tutto questo per snellire, semplificare ed agevolare chi lavora anche in vista di una procedura di mobilità interna. Con la delibera successiva, invece, l’Ente ha deciso di modificare alcuni aspetti.
Fin qui tutto normale se non fosse, fa notare il coordinatore del Pdl di Penne, Antonio Baldacchini, che nel frattempo è stata aperta una procedura di mobilità interna e le domande dei candidati sono state già formalizzate. Dunque c’è chi ha fatto richiesta di mobilità interna basandosi su indicazioni poi modificate.
Si chiede Baldacchini: «è corretto sul piano amministrativo modificare le regole di una procedura di mobilità interna dopo che le domande dei dipendenti sono state protocollate? Cosa accadrà per i dipendenti comunali che hanno presentato la domanda?».
Ricostruiamo i fatti. Il 3 maggio scorso la Giunta si è riunita per decidere modifiche all’assetto organico del Comune. Snellezza e flessibilità della pianta organica sono i termini ricorrenti ed i principi cui si ispira la delibera. 
Ad esempio i profili professionali del cantoniere, necroforo, inserviente, giardiniere netturbino, operatore tecnico si possono fondere nel nuovo profilo di ‘operatore tecnico’ che dovrà avere conoscenze di tipo operativo generale ed un pacchetto di esperienza nelle mansioni manuali; così come i profili generici di usciere e telefonista potranno rientrare nel profilo di operatore omogeneo. E così via per le altre categorie.
Con la nuova delibera del 3 settembre scorso sono intervenute, invece, alcune modifiche.
Si legge nel documento: «per mera svista nella redazione della delibera (quella iniziale)», occorre cambiare la categoria B3 (che vede accorpate la figura terminalista amministrativo, dell’autista scuolabus, e del trattorista sotto il nuovo profilo di collaboratore amministrativo) e trasformarla nella categoria di collaboratore tecnico specializzato. 
Questo perché, spiega la delibera, «ritenuto che il profilo di autista e trattorista è assolutamente diverso e distinto rispetto a quello del collaboratore amministrativo sia riguardo alle competenze che per bagaglio professionale». Il collaboratore tecnico specializzato dovrà svolgere compiti di installazione, manutenzione, conduzione e posa in opera apparecchi; per l’accesso a questa posizione è necessaria la licenza media, o il diploma di qualifica professionale o l’esperienza professionale maturata per almeno due anni presso pubbliche amministrazioni o privati.
E ancora, sempre con la stesa delibera, la Giunta vuole annullare l’omogeneità della posizione di agente della polizia municipale con quella dell’amministratore contabile.
«La gravità del fatto», conclude Baldacchini, «è stata persino sollevata da un componente della giunta (Carmine Leone, dell’Api) che prima della votazione alle 13.50 ha abbandonato la seduta alla quale stava partecipando per poi rientrare e votare le successive delibere. Questo modo di amministrare appare davvero incredibile e poco trasparente. Il sindaco rifletta attentamente sul suo operato e chiarisca soprattutto la sua posizione politica rispetto ai partiti che compongono la maggioranza».
 Si legge così nella delibera di Giunta numero 96 del 3 settembre scorso che va a modificare l’atto numero 54 del 3 maggio.Il documento originario (quello di maggio) prevede la ridefinizione dei profili professionali in forza al Comune. Stabilisce cioè quali requisiti devono avere i dipendenti, accorpa i lavoratori che svolgono mansioni simili in una stessa categoria, crea nuovi profili lavorativi. Tutto questo per snellire, semplificare ed agevolare chi lavora anche in vista di una procedura di mobilità interna. Con la delibera successiva, invece, l’Ente ha deciso di modificare alcuni aspetti. Fin qui tutto normale se non fosse, fa notare il coordinatore del Pdl di Penne, Antonio Baldacchini, che nel frattempo è stata aperta una procedura di mobilità interna e le domande dei candidati sono state già formalizzate. Dunque c’è chi ha fatto richiesta di mobilità interna basandosi su indicazioni poi modificate.

Si chiede Baldacchini: «è corretto sul piano amministrativo modificare le regole di una procedura di mobilità interna dopo che le domande dei dipendenti sono state protocollate? Cosa accadrà per i dipendenti comunali che hanno presentato la domanda?».Ricostruiamo i fatti. Il 3 maggio scorso la Giunta si è riunita per decidere modifiche all’assetto organico del Comune. Snellezza e flessibilità della pianta organica sono i termini ricorrenti ed i principi cui si ispira la delibera. Ad esempio i profili professionali del cantoniere, necroforo, inserviente, giardiniere netturbino, operatore tecnico si possono fondere nel nuovo profilo di ‘operatore tecnico’ che dovrà avere conoscenze di tipo operativo generale ed un pacchetto di esperienza nelle mansioni manuali; così come i profili generici di usciere e telefonista potranno rientrare nel profilo di operatore omogeneo. E così via per le altre categorie.Con la nuova delibera del 3 settembre scorso sono intervenute, invece, alcune modifiche. Si legge nel documento: «per mera svista nella redazione della delibera (quella iniziale)», occorre cambiare la categoria B3 (che vede accorpate la figura terminalista amministrativo, dell’autista scuolabus, e del trattorista sotto il nuovo profilo di collaboratore amministrativo) e trasformarla nella categoria di collaboratore tecnico specializzato. Questo perché, spiega la delibera, «ritenuto che il profilo di autista e trattorista è assolutamente diverso e distinto rispetto a quello del collaboratore amministrativo sia riguardo alle competenze che per bagaglio professionale». Il collaboratore tecnico specializzato dovrà svolgere compiti di installazione, manutenzione, conduzione e posa in opera apparecchi; per l’accesso a questa posizione è necessaria la licenza media, o il diploma di qualifica professionale o l’esperienza professionale maturata per almeno due anni presso pubbliche amministrazioni o privati.E ancora, sempre con la stesa delibera, la Giunta vuole annullare l’omogeneità della posizione di agente della polizia municipale con quella dell’amministratore contabile.

«La gravità del fatto», conclude Baldacchini, «è stata persino sollevata da un componente della giunta (Carmine Leone, dell’Api) che prima della votazione alle 13.50 ha abbandonato la seduta alla quale stava partecipando per poi rientrare e votare le successive delibere. Questo modo di amministrare appare davvero incredibile e poco trasparente. Il sindaco rifletta attentamente sul suo operato e chiarisca soprattutto la sua posizione politica rispetto ai partiti che compongono la maggioranza».