POLITICA E INCHIESTE

Spoltore, il monito di Rifondazione: «serve una commissione tecnico politica»

«Basta beghe giudiziarie, agire subito»

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Un vecchio consiglio comunale

Un vecchio consiglio comunale


SPOLTORE. Una commissione specifica tecnico-politica che riprenda il Preliminare di piano, il Prg, le varianti e abbia come fine la stesura di uno “Statuto del territorio”.
E’ questa la richiesta avanzata da Rifondazione Comunista che a pochi mesi dall’insediamento del nuovo governo Di Lorito non ne può già più. «L'ultimo consiglio comunale», protestano i rappresentanti del circolo cittadino di Rc, «quello che avrebbe dovuto essere aperto alla cittadinanza, è stato l'occasione per rispolverare vecchi “arnesi” della politica con relativo codazzo di tecnici, che non vedevano l'ora di fare la loro rentree. Abbiamo assistito ad un inutile esercizio di politica tecnicistica fatta di sciorinamenti lunghi e noiosi di articoli, commi e cavilli giuridici buoni solo in un dibattimento giuridico».
Si sarebbe dovuto discutere di Arca, di scuole e Spoltore Ensemble, problemi del passato ma anche incognite del futuro.
L’urbanistica è da sempre in città uno degli argomenti più spinosi: «milioni di metri cubi di cemento versati senza alcuna logica se non quella di far fare affari ai soliti imprenditori “amici”, accordi vaghi e, come poi si sta puntualmente verificando, suscettibili di interpretazioni, che solo hanno provocato scempio del territorio», protesta Rc.
Il partito si tira fuori dalle beghe processuali vecchie e nuove ma chiede di agire, e farlo in fretta. L'ente Spoltore Ensemble è stato sciolto e già si parla di un'altra fondazione o cosa del genere. Rifondazione chiede un censimento delle associazioni culturali, delle loro progettualità: «si raccolgano esperienze e progetti realizzati anche in ambito scolastico e si costituisca una “mappa culturale” della città, delle sue vocazioni, anche individuali perché no, per creare un “Forum” con compiti di indirizzo e programmazione a breve e medio termine affinché tutte le manifestazioni pubbliche decise dall'Amministrazione Comunale abbiano una loro strutturazione logica, continuità senza conflittualità o ripetitività e soprattutto che i cittadini sentano parte integrante anche del loro contributo di idee e, non da ultimo, che abbiano una ricaduta sul territorio in termini di stimolo e provocazione a “fare” per i giovani».
Rc ammette che si sarebbe aspettata proposte, idee e prese di posizione, «invece i cittadini di Spoltore hanno dovuto ascoltare in silenzio la lunga lettura di articoli di legge forse non rispettati o forse si, ma che alla fine non cambieranno la sostanza dei fatti: siamo stati male amministrati, tutto fa pensare che lo saremo anche in questi anni e che purtroppo non ci dovremo aspettare granché neanche da una opposizione consiliare più attenta ai fatti processuali che al buon governo della città».