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Aumento Irpef in Abruzzo, «un senatore abruzzese ha firmato l’emendamento»

Ma Chiodi smentisce: «noi abbasseremo le tasse»

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Aumento Irpef in Abruzzo, «un senatore abruzzese ha firmato l’emendamento»
ABRUZZO. Otto regioni in disavanzo sanitario potranno anticipare al 2013 la maggiorazione Irpef.

Tra queste 8 c’è anche l’Abruzzo, insieme a Piemonte, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. In queste regioni si potrà anticipare dal 2014 al 2013 la maggiorazione dell'aliquota addizionale regionale Irpef, dallo 0,5% all'1,1%.
Lo prevede un emendamento del Pdl alla spending review approvato dalla Commissione Bilancio del Senato, un emendamento firmato da Paolo Tancredi, senatore abruzzese, insieme ai colleghi Cinzia Bonfrisco, Simona Vicari e Giuseppe Esposito.
«Le regioni sottoposte al piano di stabilizzazione finanziaria», si legge nell’emendamento, potranno «disporre con propria legge l'anticipo all'anno 2013 della maggiorazione dell'aliquota dell'addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche», in base al decreto legislativo di maggio 2011 che prevedeva l'aumento dell'addizionale a 1,1 punti percentuali ma dal 2014.
«L'iniziativa risulta particolarmente odiosa», protesta il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, «perchè gli abruzzesi subiscono da tempo una tassazione punitiva frutto del deficit sanitario prodotto negli anni della giunta regionale di centrodestra guidata da Pace, con Masciarelli alla Fira. L'inchiesta su Del Turco tende a far dimenticare che il buco lui l'ha trovato, il che ovviamente non assolve lui e gli altri esponenti del Pd che intrattenevano relazioni particolari con Angelini».
«Ma è ancor più odioso», insiste Acerbo, «è il fatto che gli abruzzesi e gli italiani subiscono un aumento della tassazione di tipo classista perchè Tancredi e il suo partito hanno bloccato in parlamento ogni ipotesi di patrimoniale. L'emendamento di Tancredi suscita poi un interrogativo: ma l'Abruzzo non aveva messo in ordine i conti?»
Ma il presidente Chiodi al momento smentisce la possibilità di un aumento: «la Regione Abruzzo non si avvarrà di quanto stabilito dall'emendamento sulla spending review. Noi stiamo procedendo in senso contrario poichè le tassazione intendiamo ridurla».
Intanto l’emendamento è lì, bello e firmato, magari da tirare fuori in un momento di necessità.