POLITICA E VELENI

Giulianova. Parla l’assessore dimessosi: «così l’Idv mi ha licenziata»

L’ex assessore Nadia Ranalli parla di una decisione subita dall’Idv

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Giulianova. Parla l’assessore dimessosi: «così l’Idv mi ha licenziata»
GIULIANOVA. Epurazione, diktat, licenziamento. Si mantiene su questo tenore lo sfogo di Nadia Ranalli ormai ex assessore dell’ Idv della Giunta Mastormauro.

La Ranalli fresca di dimissioni ha lasciato Palazzo di Città dopo che la segreteria regionale del partito ha azzerato incarichi e ruoli  del partito cittadino e della rappresentanza in consiglio in seguito all’alterco nato tra il consigliere Idv, Luigi Ragni, e Laura Ciafardoni di Progresso Giuliese. Motivo che da molti è stato ritenuto solo un pretesto usato dall’Idv per sanare tensioni interne. Luigi Ragni è stato però confermato come capogruppo del partito locale.
E lei, la Ranalli che pure è stata tesoriere regionale del partito dal 2005 al 2011, nonché componente provinciale, è la nuova disillusa dell’Idv dopo Riccardo Mercante che ha rassegnato le sue dimissioni da membro del coordinamento provinciale di Teramo, da quello cittadino di Giulianova ed ha revocato la sua iscrizione perché non ritrovava più nel partito i valori di un tempo. Così anche l’ex assessore di Giulianova ha presentato le dimissioni anche dal coordinamento cittadino e da quello provinciale del partito.
Per Ranalli le sue sorti politiche sono state decise nella stanza dei bottoni. E lei le ha apprese tramite i media. Nessuna motivazione, nessuna deliberazione del coordinamento regionale del partito in barba ai principi della democrazia di cui l’Idv si fa portavoce.
Un licenziamento, un diktat davanti al quale ha piegato la testa per il bene della Giunta. Non prima di aver svolto il suo ultimo compito: la cura e supervisione del cartellone delle manifestazioni estive di “Giulia Eventi”.

La Ranalli si è anche lanciata in accuse pesanti riguardanti il collega dell’Idv Luigi Ragni consigliere di Giulianova: «gli organi del partito diffidavano il consigliere Luigi Ragni a partecipare alle sedute consiliari fino a quando io non mi fossi dimessa, o non fossi stata estromessa dal sindaco. Fatto, questo, gravissimo, tanto più per un partito, l'Idv che ha nel suo vessillo la legalità, giacché quella diffida si concreta in un incitamento rivolto al consigliere di violare il mandato conferitogli dagli elettori».
Proprio per evitare che il sindaco e la maggioranza continuassero a subire questo che lei ha definito un diktat, basato sulla minaccia di far mancare l'apporto del consigliere Idv alla maggioranza, ha fatto un passo indietro «soddisfacendo così l'ansia di epurazione del Senatore Mascitelli e dell'onorevole Di Stanislao».
Di tutto questo l’ex assessore, ha informato anche Antonio Di Pietro e la segreteria nazionale, «evidenziando come sia stato tradito il principio ispiratore del movimento».
A farle compagnia, oggi, «è la dolorosa constatazione relativa al fatto che ai proclami dei vertici regionali e provinciali non sia seguita un'azione coerente nei fatti da parte dei politici che hanno demolito così quanto si stava costruendo con generosità e impegno dagli eletti e dagli amministratori locali».