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Lo sconcerto degli onorevoli: emendamento anti gasdotto dichiarato inammissibile

La proposta è stata presentata da Giovanni Lolli e Walter Verini

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Lo sconcerto degli onorevoli: emendamento anti gasdotto dichiarato inammissibile
ABRUZZO. Respinto perché inammissibile.

L’emendamento anti gasdotto nell'ambito del decreto Sviluppo presentato dagli onorevoli Giovanni Lolli e Walter Verini insieme ai deputati Raffaella Mariani e Massimo Vannucci, non ha riscosso il successo sperato. Gli uffici di presidenza delle Commissioni Finanze e Attività Produttive lo hanno bollato come inammissibile «in quanto le sue disposizioni non sono connesse o consequenziali a quelle contenute nel decreto-legge».
«Continueremo il nostro impegno in tutte le sedi». È il commento dei proponenti.
L’emendamento stabilisce l’incompatibilità della localizzazione e la realizzazione di oleodotti e gasdotti che abbiano diametro superiore o uguale a 800 millimetri e lunghezza superiore a 40 km e di impianti termoelettrici e di compressione a gas naturale connessi agli stessi nelle aree sismiche classificate di prima categoria. Dunque una vera e propria stoccata agli insediamenti estrattivi.
Un’iniziativa che ricalca la legge regionale recentemente approvata dal Consiglio dell'Abruzzo, in relazione al percorso del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio, e le risoluzioni approvate nel consiglio regionale sulla questione Snam; ma ciò non ha convinto la commissione finanza ed attività produttive secondo cui l'emendamento non recherebbe disposizioni connesse o consequenziali a quelle contenute nel decreto-legge.
Motivazione incomprensibile e infondata, pensano i due proponenti, «il decreto, infatti, contiene misure legate alle infrastrutture e agli investimenti energetici e le questioni legate alla compatibilità ambientale e alla sicurezza dei territori interessati non sono certo slegate dalle politiche di sviluppo».
E’ per questo che i due non molleranno la presa e andranno avanti nelle sedi opportune. «Abbiamo ribadito questa esigenza anche in commissione», concludono, «e riteniamo che il Governo debba e possa adempiere al più presto a questo impegno richiesto dal Parlamento».