RICOSTRUZIONE

Ricostruzioni: la soddisfazione di Cialente: «finalmente finito l’aberrante commissariamento»

Il Consiglio comunale deve approvare emendamenti da passare ai deputati abruzzesi

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Ricostruzioni: la soddisfazione di Cialente: «finalmente finito l’aberrante commissariamento»
L’AQUILA. Il Consiglio Comunale, si è riunito in seduta straordinaria, stamani, per discutere la proposta di legge sulla ricostruzione, già approvata dal Consiglio dei Ministri e da giovedì 12 luglio, in discussione alla Camera.

Nelle scorse ore non sono mancate proteste e insoddisfazioni ma c’è ancora tempo per rimediare e fare qualche ‘aggiustatina’ che non comporti, però, aumenti di spesa. Cinque sindaci del ‘cratere’ si sono dimessi per protesta mentre i due relatori di maggioranza al decreto Sviluppo, Alberto Fluvi (Pd) e Raffaello Vignali (Pdl) si sono detti pronti ad accettare modifiche «ragionevoli».
Questa mattina ha aperto i lavori, il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, precisando che il testo definitivo della legge in questione, è stato varato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, pur essendo circolate, in precedenza, una serie di copie non definitive.
«E' questa una seduta di lavoro - ha sottolineato Benedetti- Un consiglio aperto, di natura istituzionale, aperto ai sindaci del cratere ed ai parlamentari. Alcuni sono i temi che bisogna approfondire e che vanno dalla struttura che si vorrà dare, se andrà a sostituire o meno la filiera o gli uffici comunali; alle pratiche dei piccoli centri, se verranno affidate agli uffici territoriali; alle incompatibilità che ci sono già per tecnici, se varranno anche per i titolari di società o per gli amministratori pubblici; alla ricostruzione privata».
Benedetti ha inserito anche la problematica dell'asse centrale, approvato 17 gennaio 2011 e «totalmente ignorata. Sono state disattese le previsioni - ha concluso Benedetti - e l'asse centrale dovrà essere necessariamente riportata all'attenzione del parlamento, vista l' evidente posizione strategica di questa parte della città».

La parola è poi passata al sindaco, Massimo Cialente: «Vorrei precisare che il pre -testo che circolava da giorni era destinato al comitato ristretto della Camera e non aveva nessun valore. Il consiglio si riunisce oggi - ha dichiarato Cialente- semplicemente perché il testo è stato licenziato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso e ancora deve passare attraverso il setaccio della Ragioneria dello Stato. Questa è una legge che arriva con un ritardo vergognoso, causato dal precedente Governo, fortemente voluta dagli aquilani, con la raccolta di circa 50mila firme».
«E’ una legge», ha detto ancora Cialente, «che, intanto, pone fine alla situazione aberrante di questo commissariamento, dal quale vorrei capire, di positivo cosa c'è venuto. Inoltre, valuto positivamente la piccola quota della legge 77, sui fondi del terremoto, destinati alla ripresa economica e produttiva e che ci avvicina un minimo alla vicenda friulana; il riconoscimento dei diritti del de cuius; i riconoscimenti per gli orfani del terremoto».
Cialente si è augurato che il Consiglio Comunale di oggi, riesca a votare degli emendamenti da poter affidare ai parlamentari sapendo che emendamenti che comportino aumenti di spesa, difficilmente riusciranno a passare e capendo che c’è bisogno di emendamenti che rimettano a posto alcuni elementi della legge.
Inoltre intorno al 31 agosto o al passaggio di consegne del 15 settembre, ci sarà una nuova ordinanza.
Il sindaco ha sottolineato la necessità di dare al Comune un direttore generale.
«Infine», ha chiuso, «credo sia necessario ripensare l’ ufficio unico per gli altri Comuni del cratere, perché così facendo si rischierebbe di creare una sorta di nuovo commissariamento. Condivido pertanto, le preoccupazioni dei colleghi che ieri hanno manifestato il loro disappunto per ottenere gli otto uffici nelle aree omogenee».