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Bellante approva bilancio: aumento Irpef e fondi perduti

Pavan: «nessuna attenzione per le fasce più deboli»

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Flaviana Pavan

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BELLANTE. «Eppure si poteva fare...Si potevano recuperare 40.000 euro nelle casse comunali con lo scioglimento del bacino imbrifero montano del Vomano-Tordino, si potevano prevedere detrazioni più consistenti per l’Imu sulla prima casa. Si poteva prestare più attenzione alle fasce più deboli. Si poteva evitare di non perdere i fondi per il sociale».

La pensa così Flaviana Pavan capogruppo della Lista Civica “Uniti si può”, all’indomani dell’approvazione del bilancio al Comune di Bellante.
Assenti, durante la seduta,  gli assessori Viviana Di Febo con delega alla Scuola, Cultura, Comunicazione e Giuseppe Traini assessore con delega al Personale, Commercio, Agricoltura, Cimiteri. Presenti, invece, una serie di misure più o meno piacevoli, secondo il capogruppo.
Si parte dal capitolo Imu: non c’è stata nessuna riunione con i cittadini, né grande detrazione sulla prima casa, secondo la Pavan. Si passa poi alla nota dolente dell’Irpef su cui sempre più amministrazioni stanno calcando la mano, passata dallo 0,6 allo 0,8 % e che dovrebbe portare una maggiore entrata di 95.000 euro, a carico di pensionati, operai e lavoratori dipendenti.
E’ stata prevista una spesa per debiti arretrati di 128.000 euro verso Cirsu ma, visto il recente fallimento di Sogesa, sottolinea Pavan, «le note del consorzio Cirsu e le spese legali per i ricorsi, non si sa a quanto ammonterà il costo per i cittadini».
Il capogruppo ha inoltre sottolineato l’errore dell’amministrazione rispetto all’avviso pubblico per il diritto al fondo delle politiche per la famiglia. Il termine per la presentazione delle domande scadeva il 4 aprile 2012, il Comune ha pubblicato la data di scadenza il 14 aprile 2012 perdendo così la possibilità di attingere al fondo. «A nostro parere i cittadini avrebbero diritto di ricorrere al Tar», sostiene Pavan, «ed il ricorso dovrebbe essere pagato da coloro che hanno contribuito all’errore. Non è la prima volta che la negligenza politica fa perdere a questo Comune finanziamenti nell’ambito sociale».
Sempre secondo il capogruppo, mentre la Regione ha previsto gli aumenti della retta per la scuola materna Tattoni (ex Ipab) solo per coloro che hanno un reddito a partire da 13.000 euro, il Comune applica le tariffe maggiorate alle famiglie con reddito a partire da 8.000 euro.
Infine per quanto riguarda le indennità di carica sindaco, vice sindaco ed assessori vi hanno rinunciato solo per 6 mesi.
«Nessuno sforzo per diminuire i costi della refezione scolastica, del soggiorno vacanza per adolescenti e dell’asilo nido», rincara Pavan, «la Giunta Di Pietro non ha tenuto conto della crisi e della contrazione dei redditi. Non ci sembra un bel esempio di politica a sostegno delle fasce deboli».