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Ripa Teatina, «tasse in aumento e cittadini pressati»

La denuncia di Andrea Patriarca capogruppo di minoranza

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Ripa Teatina, «tasse in aumento e cittadini pressati»
RIPA TEATINA. «Aumentano le tasse a Ripa Teatina». A denunciarlo è Andrea Patriarca capogruppo di minoranza della Lista Civica Progetto Ripa. Si parte dall’incremento della tassa Imu, secondo il capogruppo, sulla prima casa passato al 0,56% al posto dello 0,40%.

«Tanto per gradire e per far quadrare i conti», dice Patriarca, «in modo da risolvere sia il pagamento dei debiti che avevano contratto in precedenza e contemporaneamente contrarre nuovi mutui che ricadranno sulle spalle dei cittadini di Ripa (compresi quelli che dovranno ancora nascere nei prossimi trenta anni) gli amministratori hanno preferito aumentare le tasse sulla prima casa, alla luce di una maggiore quota spettante al comune, infischiandosene del fatto che in questa categoria ricadono tutte le fasce sociali più deboli».
Sulla seconda casa invece si è passati all’ incremento più contenuto dell’ Imu (del solo 5%) e sui terreni considerati edificabili nel nuovo prg (balzati allo 0,80% al posto dello 0,76%).
Questo lieve aumento di imposta su seconda casa e terreni secondo il capogruppo «è dovuto al fatto che gli amministratori sono proprietari di diverse seconde case e di diversi terreni diventati edificabili».
Segue poi l’aumento delle tariffe per lo smaltimento rifiuti per 2,10 euro al metro quadro per le abitazioni. Dalla scure fiscale non sono immuni neanche servizi come le colonie estive e mense scolastiche. A far lievitare le spese dell’amministrazione,sempre secondo il capogruppo, «ci sarebbe la probabile assegnazione ad un privato dell'apertura e chiusura del cimitero al posto dei più contenuti stipendi che percepivano gli operai comunali per le stesse mansioni».
Anche le promesse di risparmi dovuti al fatto che la scuola materna fosse stata statalizzata non sono state mantenute e sono state mandate a casa anche 3 persone che collaboravano alla gestione della scuola materna comunale. 


Tra i dipendenti comunali, denuncia ancora Patriarca, «si sono aggiunte due nuove figure professionali (le ex insegnati della scuola materna comunale) che dovranno essere inquadrate in un livello maggiore e che porteranno, quindi, maggiori spese da affrontare». A tutto questo si sommano i costi eccessivi della politica. Si parla di 40.000 euro all’anno: l’ammontare della somma degli stipendi di sindaco (23.426 euro all’anno) vice sindaco (4.685 euro all’anno), e due assessori (3.513 euro a testa all’anno). Senza contare i gettoni di presenza dei consiglieri pari a 13,27 euro a seduta.