POLITICA

Lucia Proto lascia l’Idv: «partito uguale agli altri»

La coordinatrice: «trascurato l’entroterra, si pensa solo alla costa»

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Lucia Proto (Foto Ciro Sabatino)

Lucia Proto (Foto Ciro Sabatino)

ABRUZZO. Martedì scorso l’architetto Lucia Proto ha rassegnato le dimissioni da coordinatrice Abruzzo Idv Donne.

E non è stato un addio in amicizia. Tanti i dubbi sollevati subito dopo l’addio. «Avevo creduto che l’Italia dei Valori fosse un partito diverso dagli altri», si sfoga, «nel quale le persone e soprattutto le donne potessero lottare per cercare di cambiare in meglio la società, mettendo in campo tutte le proprie doti professionali, con l’obiettivo primario e fondamentale di ascoltare il territorio e cercare di migliorarlo».
Invece, contesta la ex coordinatrice, il ruolo che le era stato assegnato «esiste solo sulla carta e per sola propaganda; questo ruolo non è stato né valorizzato, né istituzionalizzato; anzi il mio attivismo è stato fortemente osteggiato all’interno dell’Idv che non ha neanche riconosciuto lo sforzo personale per cercare di coinvolgere le donne e i giovani della nostra regione; per creare una squadra che si occupasse di tutti i problemi del territorio».
Proto parla inoltre di un partito «chiuso e autoreferenziale, formale e provinciale, che prima illude gli attivisti, usandoli e poi li emargina a favore di figure di scarso spessore politico; un partito in cui tutte le decisioni vengono prese dall’alto e dove esiste un latente nepotismo familiare e da salotto; dove non ci si vuole occupare di tutto il territorio, non si vogliono coinvolgere i giovani, le donne e le nuove persone che abbiano qualcosa di importante da esprimere, come ormai tutta la società civile italiana tanto desidera».

E l’ex coordinatrice, che si sfoga come un fiume in piena continua: «anche l’Idv ha paura delle persone nuove, paura delle donne, dei giovani attivisti politici e di tutti coloro che sono dinamici e che vogliono lavorare sui contenuti».
E dubbi vengono espressi anche sulle scelte strategiche operate dai verici: «hanno preferito la costa Adriatica all’entroterra; hanno trascurato la provincia di L’Aquila ed in particolare la città di Avezzano».
Politicamente e socialmente, Proto annuncia che andrà avanti «per la mia strada, cercando sempre di raccogliere gli input, le adesioni e simpatie che mi provengono dalla società civile e di crescere e di operare al meglio per questa. Mi sono sempre occupata dei problemi sociali e in particolare del trasporto con il Comitato Pendolari 5:30 di cui sono presidente».
«Mi dispiace», chiude, «per il presidente Antonio Di Pietro e per il suo Partito che sarebbe potuto diventare davvero un laboratorio di progetti alternativi, in cui tutti i partecipanti, scevri di invidie personali, mediocri vendette e protagonismi di potere, accettando lo scambio culturale facessero squadra per progredire intellettualmente e diventare sempre più grandi».