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Coasiv in Punta Aderci. Critiche dal Movimento a Cinque Stelle

Per il gruppo «non c’è differenza tra Coasiv e Confindustria»

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Punta Aderci

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VASTO. Per il M5S non fa alcuna differenza: avere un membro di Coasiv (Consorzio area sviluppo industriale vastese) nella riserva naturale di Punta Aderci è come avere in casa Confindustria.

La riflessione, ad alta voce, arriva da Domenico La Palombara del gruppo di Beppe Grillo dopo che il Comune di Vasto ha approvato il 18 giugno la riorganizzazione del comitato di gestione della riserva naturale. Una riorganizzazione che ha suscitato non pochi malumori. Al centro della querelle c’è l’ingresso di un rappresentante di Coasiv nella consolidata squadra di gestione composta da sindaco, dirigente all’urbanistica ed Arta. Critici Wwf, Sel ed ora il movimento di Beppe grillo.
Il rinnovo del comitato di gestione, secondo i grillini, «sarebbe passato sotto tono se non fosse stato per la mozione del Pd di inserire tra i membri del comitato un rappresentante degli industriali espressamente richiesto dalla Confindustria regionale. La scelta di inserire un rappresentante del Coasiv al posto degli industriali è dovuta al tentativo di mediare le resistenze interne alla maggioranza».
La Palombara ha ricusato il comportamento di Rifondazione comunista favorevole al provvedimento. Così come ha espresso dubbi e perplessità sul rinnovamento dell’organo avvenuto «pur prendendo atto dell’ottimo lavoro portato avanti sino ad oggi».
«Lasciateci passare qualche momento di perplessità», ha detto, «non trovando differenze sostanziali tra le due figure, essendo entrambe in conflitto di interessi con la carica che andrebbero a coprire. Purtroppo i paradossi in politica non esistono e questa mossa, studiata e promossa dal Pd per eliminare gli ostacoli ad una indiscriminata industrializzazione dell’area, è passata».
Secondo i grillini un comitato di gestione di una riserva piegato agli interessi di una parte degli industriali «è inaccettabile e sarebbe piuttosto preferibile il suo scioglimento» essendo tale organismo non obbligatorio per legge.
«Nell’area industriale di Punta Aderci», ha concluso La Palombara, «sta accadendo di tutto e la mossa del sindaco di riproposizione del patto (scellerato) per il territorio con la pretesa di favorire un suo “sviluppo sostenibile”, appare, piuttosto, come l’ennesimo tentativo di massacrare un’area già molto compromessa».