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Tortoreto contestazioni sul piano generale traffico urbano

Il Pd Tortoreto punta il dito contro la maggioranza

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Tortoreto contestazioni sul piano generale traffico urbano
TORTORETO. «Sono due, in particolare, gli aspetti che non convincono del piano generale del traffico urbano del Comune di Tortoreto: il sottopasso di via Carducci e la viabilità del centro».

Il responsabile del Pd di Tortoreto Mauro Di Bonaventura ha sottolineato il malcontento di alcuni cittadini sul progetto preliminare del traffico.
In particolare le criticità messe in evidenza dai cittadini riguardano l'apertura al passaggio delle auto nel sottopasso di via Carducci, e l'eventuale senso di marcia. Così come, secondo Di Bonaventura «il piano rende le vie del centro poco fruibili ed affollate».
Come si legge dal documento preliminare del piano traffico sul sito Web del Comune di Tortoreto, gli obiettivi sono: incrementare sicurezza sul trasporto, ridurre impatti sull’ambiente,contenere costi, consumo energetico, individuare le isole ambientali. Tra gli ambiti di intervento fissati ci sono quelli riguardanti il centro storico, Tortoreto Lido, zona centrale (sistemazione dello spazio attiguo a piazza Matteotti con realizzazione di un centro civico e parcheggi interrati. Interventi sono previsti nella zona estesa fino a via Carducci e via Trieste dove deve darsi attuazione ad un piano di arredo urbano) ed interventi in piazza Berlinguer e piazza Galvaligi.
Nel mirino del Pd però resta l’atteggiamento dell’amministrazione rispetto alle critiche mosse dai cittadini. «L'altra sera», ha raccontato l’esponente del Pd, «nella riunione del rione del centro, la discussione é stata bruscamente interrotta dal consigliere Di Giovanni, Tartarelli e dal sindaco, incapaci di fronteggiare i ripetuti attacchi subiti dai cittadini intervenuti. Molti dei partecipanti, infatti, hanno manifestato perplessità legate a scelte politiche poco felici ma soprattutto che mettono a repentaglio l’incolumità di residenti e turisti. Così qualche cittadino che vuole prendere la parola, è stato zittito, qualcun altro ha abbandonato la riunione. Gli intenti di questa amministrazione non sono quelli legati alla democrazia partecipata. I cittadini, infatti, vengono chiamati dalla maggioranza ad assistere e non per essere protagonisti; non appena la discussione è contraria al pensiero “dei professori”, la riunione si chiude bruscamente spesso con note alquanto indelicate da parte del sindaco che risponde ed attacca chi non la pensa come lui».


Per il Pd sul piano traffico «non c'è possibilità di scegliere, il trattato che viene enunciato è solo da ratificare, non si puó obiettare o proporre».
«Allora ci chiediamo», conclude Di Bonaventura, «a che serve partecipare? Il piano doveva mettere “al centro il pedone e il ciclista”, invece la viabilità che si intende perseguire, costringe i cittadini ad utilizzare sempre più le autovetture, elimina i parcheggi e le piste ciclabili e impegna i veicoli pesanti ad effettuare percorsi lunghi e tortuosi intasando le vie più strette che diventano spesso l’unica alternativa».