SANITA' E POLITICA

Asl Teramo, Mastromauro non partecipa alla riunione: «ora si dimetta»

Ieri il Comitato Ristretto dei sindaci, assente il primo cittadino di Giulianova

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Asl Teramo, Mastromauro non partecipa alla riunione: «ora si dimetta»
TERAMO. Si è riunito ieri mattina, il Comitato Ristretto dei Sindaci per la formulazione del parere propedeutico alla verifica dei risultati conseguiti dal direttore generale della Asl di Teramo.

Alla riunione non ha partecipato il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro. L’ assenza è stata stigmatizzata, ad inizio della seduta, dal Comitato, che l’ha ritenuta «ingiustificata» e ha invitato lo stesso Mastromauro a valutare l’ipotesi delle sue eventuali dimissioni dall’organismo, perché da lui stesso definito “inutile”. In caso contrario è stato esortato ad essere presente alle riunioni, «assumendosi le responsabilità inerenti l’incarico che l’assemblea dei sindaci gli ha assegnato».
Per quanto riguarda l’operato dei vertici della Asl, il Comitato ha ritenuto non necessario esprimere formalmente un parere ma ha inteso evidenziare alcuni aspetti sostanziali.
Dopo una attenta valutazione degli obiettivi indicati dalla Regione Abruzzo, il comitato non ha potuto non riconoscere il raggiungimento di quasi tutti quelli prefissati, «anche in ragione delle relazioni e dei dati numerici relativi ai singoli obiettivi».
E’ emerso altresì, che alcune questioni, nel periodo di attività amministrativa corrente, non hanno trovato miglioramenti significativi; in particolare, tra questi, l’annoso problema delle liste d’attesa che generano, a loro volta, la mobilità passiva; in questo caso il Comitato ha individuato tra le cause principali, la carenza del personale, l’inadeguatezza e l’insufficienza degli apparati tecnologici.
Il Comitato ha preso atto della riformulazione dell’Atto Aziendale in riferimento alle indicazioni della Regione Abruzzo ed invita il direttore Generale ad imprimere una particolare accelerazione all’espletamento dei Concorsi per il reperimento di personale, al rinnovamento delle apparecchiature tecnologiche, alla umanizzazione dei reparti, in considerazione di quanto sancito dall’art. 20 della L 67/88 relativo alle disponibilità di investimenti in materia sanitaria.
Il Comitato, infine, auspica un maggiore coinvolgimento dell’organismo «al fine di avere la possibilità di rappresentare in maniera efficace e puntuale le esigenze del territorio».