IL CASO

Montesilvano, grillini con il fiato sospeso. Entreranno in Consiglio?

Nei prossimi giorni la decisione

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Montesilvano, grillini con il fiato sospeso. Entreranno in Consiglio?
MONTESILVANO. Tutto bloccato perché non si riesce ancora a capire chi entrerà in Consiglio e chi dovrà restare fuori.

In queste ore a sperare ci sono i grillini che potrebbero entrare in Consiglio occupando il ventiquattresimo seggio a disposizione. L’ultima parola spetta alla Commissione elettorale che dovrà sciogliere il nodo dell’attribuzione del premio di maggioranza, oltre che per l’assegnazione dei seggi nella minoranza.
Lunedì prossimo saranno ormai due settimane che il neo sindaco Attilio Di Mattia è stato eletto. Lui ci teneva a fare le cose in fretta, pochi minuti dopo la sua proclamazione aveva annunciato che avrebbe chiamato il segretario generale per sbrigare le procedure burocratiche e mettersi al lavoro. Ma dopo 12 giorni non si riesce a capire nemmeno chi entra e chi starà fuori. Nei giorni scorsi è avvenuta la proclamazione ufficiale, ma della giunta non c’è traccia: «in questo momento sarebbe inopportuna se non addirittura illegittima», ha spiegato il sindaco.
Se la commissione deciderà come da ultimo ha deciso il Consiglio Stato con la sentenza 2928/2012 relativa al Comune Chioggia il Movimento 5 Stelle di Montesilvano avrà un suo rappresentante all'interno del consiglio e la maggioranza di Di Mattia sarà di 14 contro 10.
Se invece deciderà come da sentenza precedente del Consiglio di Stato 1197/2012 relativa al comune di Crotone il seggio rimanente spetterà alla maggioranza, ovvero 15 contro 9.
«In questo caso», commentano dal Movimento 5 Stelle, «vi sono due visioni diverse: una del cosiddetto "maggioritario" per cui si preferisce la governabilità ai danni della rappresentanza; ed un'altra della "proporzionalità" per cui si preferisce la rappresentanza democratica alla governabilità.
Purtroppo ad oggi ancora non sappiamo la scelta della Commissione. Ma siamo sicuri che, qualunque scelta faccia, vi sarà un sicuro ricorso al tar ed al Consiglio di Stato».
Di Mattia ha chiesto inoltre la proroga di 30 giorni per la sostituzione dei dirigenti comunali decaduti con la sua proclamazione, per evitare la paralisi.