POLITICA

Congiura Luciani. Paolini (Futura) contro i due “traditori”

Il capogruppo di Futura punta il dito contro Donato La Barba e Stefano Di Renzo

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Congiura Luciani. Paolini (Futura) contro  i due “traditori”
FRANCAVILLA AL MARE. E’ un Rocco Paolini “avvelenato” quello che si scaglia contro Donato La Barba e Stefano Di Renzo.



I due sono i protagonisti del voltafaccia (la mancata approvazione alla delibera sull’urbanistica) che ha fatto vacillare la Giunta Luciani. Tra i “traditori” c’era anche Lorenzo Pirozzi, l’unico “graziato” e poi riammesso nella squadra del sindaco.
E se è vero che la vendetta è un piatto da servire freddo, l’esponente di Futura non si tira indietro. A due mesi dalla congiura Luciani, Paolini svela le «incoerenze» dei due consiglieri ed il loro impegno per la città.
La Barba, che secondo Paolini  nel 2011 è stato sempre presente lavorando al fianco della maggioranza, ora è tornato a casa, «il suo centro destra dove per cinque anni non ha dato alcun apporto né in termini di proposte, né in termini di responsabilità».
 In un anno di Consiglio comunale , dice Paolini, «La Barba ha proposto solo la manifestazione con le castagne di Antrodoco, perché è il suo Comune di nascita. Domandategli di cosa si è occupato, qual è stato il suo lavoro, se durante il Piano neve si è occupato della città».
E come se non bastasse, ha sferrato  gli ultimi colpi votando contro la maggioranza e con D’Amario e Angelucci, nel consiglio – congiura;  nella seduta del 22 maggio 2012  si è assentato al momento della votazione sulle norme tecniche di attuazione  Prg  e sulla mozione di Cappelletti, mentre ha votato conto la delibera su un agriturismo.
Paolini ne ha anche per Stefano Di Renzo, che «con la sua indole litigiosa», secondo l’esponente di Futura,  ha dato modo di far parlare di sé assentandosi, da allora capogruppo Pd, alla votazione su cambi di destinazione d’uso, sul nuovo regolamento uffici e servizi ed assentandosi  anche nella votazione sulle norme tecniche del Prg.
Eppure di questioni importanti per la città da risolvere ce ne sono tante, è per questo che Paolini tende provocatoriamente  la mano ai due consiglieri invitandoli a suggerire strategie e soluzioni sulla situazione finanziaria e debitoria del comune di Francavilla, sullo studio urbanistico, sul reperimento fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria della città, sull’ottimizzazione della raccolta differenziata e delle politiche ambientali, sulla riorganizzazione della città e rilancio turistico e di immagine, sulle politiche sociali e giovanili.
«Per Di Renzo», conclude Paolini, «che aveva un incarico alla creatività ed innovazione sarà una bazzecola suggerirci ricette risolutive».