POLITICA E AMBIENTE

Perimetrazione Borsacchio, i Verdi di Teramo “ripudiano” la banda dei 26

I comitati ambientalisti prendono le distanze dai consiglieri che hanno votato a favore

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Perimetrazione Borsacchio, i Verdi di Teramo “ripudiano” la banda dei 26
TERAMO. «Con loro non vogliamo avere più niente a che fare». E’ chiaro e forte il messaggio della Federazione Provinciale dei Verdi di Teramo rivolto ai consiglieri regionali che hanno votato a favore della perimetrazione della Riserva naturale del Borsacchio.

Il progetto che è passato con 26 voti favorevoli (i consiglieri votanti sono stati ribattezzati “la banda dei 26”) e 9 contrari prevede un ampliamento dagli attuali 1.110 ettari a circa 1.150 ettari della superficie della Riserva, l’estrapolazione di tutte le zone antropizzate di Cologna Spiaggia e della foce del Borsacchio, nonché la zona dell’Annunziata di Giulianova e di un lungo tratto di spiaggia che dalla pineta Mazzarosa si spinge fino al quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino. Anche Giulianova risulta totalmente esclusa dalla riserva. Il timore degli ambientalisti è che questa mossa possa spianare la strada ad una cementificazione selvaggia.
La Federazione dei Verdi prende quindi le distanze in maniera definitiva dal Partito Democratico, dal Fli, dall’Api, da Rialzati Abruzzo e da quelle sigle che hanno votato, dice Giuliano Marsili dei Verdi, «la porcata del 2012» .
La cesura sembra netta visto che sono stati interrotti canali a livello provinciale e le porte resteranno serrate anche in vista delle prossime elezioni. Nel 2013 si voterà in molti comuni della Provincia di Teramo e la Federazione dei Verdi e degli ambientalisti non risponderanno più alle chiamate dei “partiti antiambientalisti” ma non si chiuderanno a quelle forze politiche che hanno votato contro la perimetrazione.
I Verdi che non si stupiscono dell’atteggiamento “filo-cementificatore” del centro destra al governo reputano «scandaloso», invece, il comportamento dei consiglieri come Claudio Ruffini ed altri che dicono di rappresentare i cittadini della provincia di Teramo e tutto il centrosinistra.
«Da questo momento non ci rappresentano più»,dice Marsili, «preferiamo continuare le battaglie ambientali contro “ le porcate “ che sia i governi di centro sinistra che centro destra hanno compiuto negli ultimi anni».
Il partito ne ha anche per il sindaco di Roseto Enio Pavone e di Giulianova Francesco Mastromauro e li mette in guardia sulle condizioni del fiume Tordino. Nel caso in cui il tratto fluviale fosse definito fortemente inquinato, conclude Marsili, «la Federazione chiederà alla Fee Italia (Foundation for Envoronment Education), la sospensione della bandiera blu ».