LA POLEMICA

Bufera Teatro Romano, Brucchi contro “tutti”

Teramo Nostra: «pochi giorni fa era d’accordo con noi»

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  Bufera Teatro Romano, Brucchi contro “tutti”
TERAMO. C’è il sindaco di Teramo a perorare la causa del Teatro Romano.

Maurizio Brucchi si sente bersaglio di  accuse pretestuose e lancia il dardo infuocato contro  Piero Chiarini di Teramo Nostra e Marco Pannella, i suoi principali accusatori.
La vicenda ruota intorno all’ anfiteatro di epoca augustea, il Teatro Romano appunto, oggetto di due esposti  per deturpamento di bellezze architettoniche e per presunto maxi spreco denaro pubblico.
 In particolare Pannella e Chiarini hanno sollevato dubbi circa le reali intenzioni di recuperare il teatro da parte di Comune e Regione evidenziando come i soldi pubblici (milioni di euro) destinati al recupero della struttura siano stati distratti ed usati per tutt'altro scopo. Per salvare il Teatro Romano bisognava demolire due edifici, (uno è Palazzo Adamoli struttura di proprietà della Regione) cosa che oggi, non è stata fatta. In più i due hanno fatto notare che  il danneggiamento, a loro avviso, prosegue con l'intenzione di Comune e sovrintendenza archeologica di spostare 1.400 reperti custoditi nell'area.
Brucchi ha parlato di attacchi pretestuosi a cui risponde con gli atti: una delibera del consiglio comunale sul progetto di recupero approvata all'unanimità con il solo voto contrario di Siriano Cordoni (Idv); il sì della Regione e l'interesse sul recupero della struttura mostrato persino dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
 «Gli esposti vanno bene per fare chiarezza», ha detto Brucchi, «ma dietro gli attacchi c’è una regia occulta alla quale rispondo con la mia determinazione ad andare avanti».
 La strategia che il sindaco intende portare avanti va verso l'accordo con la famiglia Salvoni per l'abbattimento di uno dei due immobili così come importante è stato l'incontro avuto a Roma con Roberto Cecchi, sottosegretario ai Beni culturali al quale il primo cittadino  ha spiegato il progetto di recupero del Teatro romano.
Le accuse di Brucchi piovono dal cielo, secondo Chiarini, che fa notare come due giorni fa il sindaco avesse sposato una strategia una strategia comune con Teramo Nostra.
Secondo il gruppo venerdì scorso alle 10.30 a seguito dell'incontro sul Teatro romano fra l’associazione i Radicali di Pannella il sindaco ha asserito che il Comune, Teramo Nostra e Radicali erano uniti per l'abbattimento dei due edifici e l'unico e solo elemento di differenziazione (a Suo dire) risultava l'asportazione dell'imponente materiale archeologico. Il clima dunque era cordiale e nulla faceva presagire ad una reazione del genere.
 «Nella conferenza stampa», dice Chiarini, «abbiamo riportato la comune volontà (concordata alle 10.30 di venerdì scorso) stabilita fra noi e il sindaco e comunicata anche al Sottosegretario Roberto Cecchi che ci aveva delegati a prendere contatti con Brucchi per definire il crono programma con adeguati finanziamenti già stanziati. Ora il sindaco non può, assumendo un impegno pubblico,  contraddirlo 2 giorni dopo».
Teramo Nostra che da 15 anni si batte per il Teatro romano non ci sta a subire le accuse e risponde con lo stesso registro. «Registi ed attori ben identificabili dentro e fuori del Comune», dice Chiarini, «della Regione e della Sovrintendenza, lavorano e distraggono fondi per il recupero: hanno fatto il contrario ristrutturando e impedendo le demolizioni, ed il sindaco se ne deve distanziare, se ancora può».
m.b.