L'INIZIATIVA

Impianto fotovoltaico su tombe romane. Piccone non molla

Il sindaco propone una soluzione conveniente

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 Impianto fotovoltaico su tombe romane. Piccone non molla
CELANO. Perché non prendere “due piccioni con una fava”?

Il sindaco di Celano, Filippo Piccone non molla la presa sul progetto di impianto fotovoltaico in località “Paludi-Prato vecchio”, a pochi passi dal Museo Preistorico. Neppure se questo, insisterà, su un’area di scavi archeologici. Anzi, l’ idea è quella di mettere in salvo l’una e l’altra realtà facendo fruttare al meglio la zona.
La proposta dunque che salva tombe romane ed impianto e fa felici un po’ tutti è di questo tenore: visto che al momento sul sito «non c’è un grosso contenuto archeologico», dice il sindaco ( sono state trovate una necropoli con tombe di epoca romana, centinaia di tombe di epoca romana con ritrovamenti di reperti risalenti a circa 5mila anni fa), il primo cittadino propone di costruire l’impianto fotovoltaico in superficie e fissarne la durata per 20 anni.
Una buona parte degli introiti derivanti dall’impianto poi  saranno destinati alla valorizzazione delle aree archeologiche di Paduli così da poter sostenere  i lavori di scavo che altrimenti non potrebbero essere finanziati. In futuro poi con qualche modifica al prg (piano regolatore generale) l’area potrebbe essere trasformata in un grande Parco Archeologico per somma gioia di storici ed archeologi.
La Sovrintendenza è d’accordo,  dice Piccone, «pensa che l’impianto sia fattibile e non debba  essere un limite ma una possibilità». Il sindaco poi ha assicurato che la realizzazione dell’impianto fotovoltaico seguirà le prescrizioni della Sovraintendenza e non andrà quindi a modificare o deturpare  quei luoghi.
I tempi stringono. Il progetto potrebbe essere realizzato entro un anno, secondo i disegni di Piccone che annuncia la scadenza nei prossimi giorni del bando per l’affidamento dei lavori e la nomina di una commissione per l’esame dei progetti.
L’idea non convince il Pd di Celano che ha sollevato dubbi sul progetto preliminare del parco. Già il 28 maggio 2010 (quando il progetto è stato presentato la prima volta)  il gruppo ha sottolineato «l'assoluta inadeguatezza della documentazione, con particolare riferimento alle indagini geologiche, idrologiche e archeologiche». I consiglieri comunali del Pd Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino nel novembre 2011 si sono attivati presso la Soprintendenza Beni Archeologici dell’Abruzzo per avere informazioni dettagliate sulle operazioni di scavo in corso. Il Soprintendente Andrea Pessina ha spiegato che il parere definitivo in merito alla possibilità della centrale fotovoltaica sarebbe stato espresso soltanto al termine di tutte le operazioni di scavo sull’intera area e che i timori manifestati dal gruppo erano del tutto privi di fondamento con le procedure.
Nonostante la mancata acquisizione del parere da parte della Soprintendenza Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, secondo il Pd,  «il sindaco è andato avanti facendo pubblicare nel dicembre 2011 il bando di gara per la scelta dell’impresa alla quale affidare la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera. A seguito della pubblicazione del bando di gara sono pervenute al Comune di Celano centinaia di quesiti inerenti richieste di chiarimento da parte delle imprese che di fatto hanno costretto gli Uffici a rinviare la scadenza del bando di 3 mesi».