POLEMICA

«Chiodi se ne vada oggi stesso e licenzi la triade che lo accompagna»

L’ex assessore comunale: «accelerare suo allontanamento»

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«Chiodi se ne vada oggi stesso e licenzi la triade che lo accompagna»
L’AQUILA. E’ furioso Pietro Di Stefano, fino a qualche giorno fa assessore del primo governo Cialente con delega alla ricostruzione.

«Chiodi vada via subito e altrettanto faccia la sua elefantica e inutile struttura di missione», protesta Di Stefano.
A far nascere l’irritazione dell’ex componente della giunta Di Stefano (che entrerà nuovamente in Consiglio comunale anche nel corso del Cialente bis) è stato un comunicato stampa firmato da Chiodi con il quale il commissario annunciava l’arrivo di una circolare che ancorava la riedificazione degli stabili del centro storico all’approvazione del Piano di Ricostruzione. «In quel modo si aggirano completamente, arbitrariamente e illegalmente le disposizioni dall’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3996», ha tuonato l’esponente del Partito Democratico.
Poi, però, è arrivata la marcia indietro: oggi, con altro comunicato stampa, si è sospesa l’efficacia di quella circolare che Di Stefano oggi non fatica a definire «inutile e confusionaria».
«Quanto accaduto tra ieri e stamani è la dimostrazione – qualora ce ne fosse stato bisogno», dice l’ex assessore, « della confusione che esiste nella struttura commissariale, che inevitabilmente si ripercuote sui professionisti, le imprese, la gente e sull’efficacia e la celerità delle procedure per la ricostruzione. Ieri e stamani si è consumato l’epilogo di un’altra vicenda sconcertante».
Ma Di Stefano sostiene che il presidente della Regione Abruzzo «non sia uno sprovveduto»: «sono convinto», dice, «che lui firmi, quasi a occhi chiusi, dei provvedimenti che costituiscono delle autentiche trappole e che, una volta che gli viene fatto notare che i medesimi comportano un danno all’opera di ricostruzione, si comporti di conseguenza. Ma, se vogliamo, questo atteggiamento è ancora più grave, perché frutto di una superficialità dello stesso Commissario e dell’incapacità di alcune persone che lavorano a fianco a lui».
Il risultato non cambia secondo Di Stefano. Qualche giorno fa Chiodi ha dichiarato che il suo ruolo di Commissario è ormai prossimo alla conclusione. «Acceleri i tempi», chiede ancora l’ex assessore, «nell’interesse di tutti. Se ne vada oggi stesso, e oggi stesso “licenzi” la triade che lo affianca e chiuda la struttura commissariale».
Il Comune dell’Aquila, da quando la ricostruzione delle case è partite, ha liquidato 1 miliardo e mezzo di euro di contributi ed evaso l’85% delle pratiche che sono state messe nella sua disponibilità, cioè quelle che hanno avuto l’assenso per la parte economica fornita da Cineas. E senza i vincoli che ha avuto, «avrebbe potuto fare di più», sostiene Di Stefano.