PETROLIO

Ortona, dopo la festa l’ultimatum al sindaco: «o l’ambiente o le piattaforme»

Nuovo Senso Civico invoca una posizione chiara e decisa

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Ortona, dopo la festa l’ultimatum al sindaco: «o l’ambiente o le piattaforme»
ORTONA. Non è più tempo di festeggiamenti, non è più tempo per tergiversare.

Il neo eletto sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, deve prendere una decisione: o  dalla parte dell’ambiente o dei petrolieri. E’ chiara l’associazione Nuovo Senso Civico che mettere alle strette il nuovo primo cittadino.
L’aria è cambiata, fa sapere l’associazione, non si è più ai tempi della vecchia politica quella ingessata «dei due piedi in una scarpa».
L’associazione ha elencato uno ad uno i progetti che riguardano Ortona come il Centro Oli in Contrada Feudo, l’idea della raffineria mai abbandonata ed anzi recentemente rilanciata dagli alti vertici dell’Eni; la Turbogas in Contrada Tamarete pronta ad entrare in funzione, lo stabilimento ed il deposito di bitume della Pavimental, i progetti per altrettanti depositi di pet-coke (scarto di lavorazione del petrolio, rifiuto speciale altamente inquinante), le centrali a biomasse (oli vegetali) di cui almeno una già in costruzione, la discarica di amianto a Villa Pincione.
«Ortona ha detto con grande evidenza di voler chiudere il capitolo Fratino-Di Martino», ha sottolineato Nuovo Senso Civico, «che siamo sicuri nessuno rimpiangerà. Ma il consenso ottenuto non è un assegno in bianco bensì una cambiale in scadenza. Il nuovo sindaco  con la sua amministrazione non può più tergiversare: dia subito un segnale netto revocando il “sospetto” cambio di destinazione da agricola a industriale dei bellissimi terreni di Contrada Feudo, guarda caso il posto dove l’Eni ha in progetto di impiantare il tristemente noto “Centro oli”».
 
Di esempi di amministratori che hanno preso decisioni in questo senso ve ne sono a iosa. L’associazione tira in campo Parma che ha scelto il sindaco Pizzarotti (Movimento 5 Stelle) che ha detto no all’inceneritore in una terra storicamente dedita ai prodotti della terra (con l’eccellenza parmigiano in primo piano). Il suo avversario Bernazzoli (Pd), secondo Nuovo Senso Civico, «incarnava invece il grigio burocratismo di partito che cerca di tenere insieme tutto e il contrario di tutto senza prendere posizioni nette. E così alla fine nonostante i forti sponsor (da Confindustria ai costruttori, dagli ordini professionali a tutto l’establishment consolidato) ha ricevuto una legnata tanto forte quanto inaspettata, legata probabilmente anche alle sue mancate dimissioni da Presidente della Provincia di Parma in carica ed alla ventilata possibilità di mantenere entrambe le cariche in caso di vittoria.
Il gruppo, poi, lancia un ultimatum criptico: «questi squallidi giochetti della vecchia politica ufficiale», dice, «sono ormai diventati insopportabili agli occhi della maggioranza degli italiani. Questo è probabilmente l’ultimo avviso ai naviganti poi a colare a picco potrebbe essere anche solo il capitano con il suo equipaggio, gettato a mare dai passeggeri, mentre la nave, cambiando guida e rotta, veleggerebbe tranquilla verso lidi più belli e sicuri. E non ci sarebbe nessun sos possibile».