IL FENOMENO

Tutti a scuola di politica da Luciano D’Alfonso

Il laboratorio inaugurato dall'ex sindaco di Venezia Cacciari

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Tutti a scuola di politica da Luciano D’Alfonso
ABRUZZO. Non lascia, raddoppia e così riprende a pieno ritmo la sua attività politica. L’ex sindaco di Pescara è ormai risorto, almeno a giudicare dalla sua agenda fitta di impegni (che comprendono anche tutte le udienze del processo Housework in corso).

Luciano D’Alfonso stupisce sempre, è ritornato, dopo un anno e mezzo trascorso lontano dalla ribalta, in Molise, dopo l’arresto del 15 dicembre 2008, avvolto nel silenzio ufficiale ma mai abbandonato dai suoi tantissimi sostenitori. Intutto l'Abruzzo ormai è impegnato a tenere convegni, appuntamenti istituzionali (di altri), partecipa alla presentazione di progetti di opere faraoniche, funge da guida per gli amministratori locali, consegna premi (neonati e sconosciuti) ad uomini illustri (l’ex sottosegretario di Silvio Berlusconi Gianni Letta per esempio). D’Alfonso è ancora quel gran maestro di relazioni pubbliche che hanno caratterizzato le sue legislature a Palazzo di città e forse sono state la causa dei suoi problemi giudiziari.
Ora però D’Alfonso ed i suoi hanno messo su una vera e propria «scuola di politica» per avvicinare i giovani ed insegnare loro a guardare lontano, sognare ma soprattutto fare squadra per dare una nuova spinta a questa regione, almeno così dicono.
Si inizia con un ospite illustre, ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari che sarà a Pescara il 2 giugno.
L’occasione sembra delle più importanti e preparate da tempo con gli amici di sempre.
Sarà Cacciari a tagliare il nastro della “scuola di Regione” come D’Alfonso ha voluto chiamare questo laboratorio originale che vanta qualche precedente in regione con scarsi successi.


«Nasce in Abruzzo uno spazio pubblico di confronto e formazione politica. Governare in questo tempo nuovo dell’economia, delle istituzioni e delle collettività richiede strumenti e preparazione per comprendere le ragioni dei cambiamenti avvenuti», scrive nell’invito che sta facendo diramare ad una squadra di decine di persone per raggiungere davvero tutti.
«La scuola di regione vuole essere un laboratorio che favorisca il pensiero politico, economico e attrezzatura decisionale per ricostruire le condizioni di una stagione di crescita economica».
D’Alfonso è in grande forma e di progetti ne ha e non si pone limiti né li prevede. Arriveranno contemporaneamente un «osservatorio territoriale di dinamiche politiche ed economiche» e chissà quante altre cose ancora per dar vita a quel «combattimento di idee aperto a collaborazioni plurali nazionali e internazionali» che nel linguaggio dalfonsiano appunto vuol dire: no limits.
Così D’Alfonso ancora sotto processo (la sentenza è prevista dopo l’estate) ritorna alla carica come se nulla fosse successo (o stia succedendo) forte dei recenti successi giudiziari che hanno investito il suo braccio destro, Guido Dezio (assolto per la questione del concorso da dirigente) ed è pronto a stringere alleanze trasversali che guardino oltre i partiti (che tra l'altro non godono di buona salute ultimamente...). D’Alfonso dialoga con tutti e non fa più impressione vederlo passeggiare sotto braccio a questo o quell’esponente nazionale del Pdl o “corteggiare” l’attuale assessore della giunta Chiodi, Paolo Gatti ma sempre all'ombra del ponte del mare.  Quel ponte che ha voluto fortemente perchè fosse il segno tangibile del suo passaggio e che ora idealmente congiunge il nuovo D'Alfonso ai suoi vecchi "disoccupati" elettori.
La sua rimane una azione senza preconcetti ed accoglie chi è disposto a seguirlo raccogliendo volenterosi discepoli in tutta la regione.
Il D’Alfonso 2.0 è riuscito a saltare il muro anche del web avendo compreso a pieno, da tempo, le potenzialità di Internet e, da poco, riuscendo a traferire sui social network quell’azione che da sempre fa per strada con un effetto moltiplicatore che farà la differenza da qui ad un paio di anni quando finalmente potrà spiccare il volo per il parlamento o magari ritornare sindaco nella sua Pescara.
D’Alfonso c’è e con lui la politica dovrà fare ancora i conti.
a.b.