POLITICA

Montesilvano, Di Mattia prepara la giunta

Gallerati: «è il miglior master che potesse fare…»

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Foto Fabio Urbini

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MONTESILVANO. Ancora sette giorni di tempo, forse qualcosa in meno, poi il neo candidato sindaco potrebbe presentare la sua giunta.

Per la poltrona di vice sindaco si punterà probabilmente su Lino Ruggero dell’Udc che ha preso meno voti solo di Feliciano D’Ignazio che dovrebbe ottenere un assessorato. Il primo ha conquistato 630 voti mentre del Pd ben 754. Sulla poltrona di presidente del Consiglio potrebbe invece sedersi Carlo Tereo De Landerset (Fli) che al primo turno ha sostenuto Francesco Maragno per poi passare all’appoggio di Di Mattia al ballottaggio.
Di sicuro adesso Di Mattia dovrà mettere d’accordo le tante anime che convivono nella sua coalizione: ci sono le liste civiche e i partiti che vanno dalla destra del Fli di Fini, passando per l'Udc di Casini per arrivare alla sinistra di Diliberto e Vendola.
Per Renzo Gallerati, ex sindaco si Montesilvano, questa avventura sarà per il nuovo sindaco «il migliore dei "masters" che ti potesse capitare». «Scoprirai», gli dice, «persone, mondi, attese, pretese, relazioni, prospettive, delusioni, gioie, piccolezze, affermazioni, stress, pochezze e grandezze. Procurati una squadra in grado di sostenere uno sforzo, affatto agevole; pur se entusiasmante. Hai di fronte una città che, pur avendone, rifugge dalle vere potenzialità».
Il presidente della Provincia, Guerino Testa, fa invece i complimenti alla candidata Manola Musa per il recupero al secondo turno e augura buon lavoro al sindaco « che sicuramente incontrerò quanto prima - dice Testa - per avviare un confronto sulle questioni più importanti che riguardano la quinta città d'Abruzzo».
«Lealtà e responsabilità verso i cittadini prima ancora che verso i partiti», commenta Nico Liberati, segretario dell’Udc di Montesilvano. «La giunta Di Mattia non sarà l’ennesima riedizione del manuale Cencelli: per riavviare prontamente la macchina amministrativa il sindaco dovrà scegliere la squadra migliore in base alle competenze. Per meglio rafforzare le scelte stiamo già lavorando ad un gruppo che vada oltre l’Udc e non sia un mero contenitore di sigle».
Giancarlo Castorani di Cantiere per l'Alternativa si focalizza, invece, sui cittadini che non sono andati a votare, circa 21.366 (più del centrodestra e del centrosinistra messi insieme). Al ballottaggio ha partecipato soltanto il 48% degli elettori. «Il segnale è chiarissimo», dice Castorani. «Può ora, questa maggioranza, seppure eletta democraticamente ma disponendo solo di 1/4 del consenso popolare rappresentare le istanze della collettività? Le istanze di 55.000 abitanti? Questa “non rappresentatività” non ha già creato un impoverimento del rapporto tra il cittadino e il proprio Comune?» E sempre il Cantiere per l’Alternativa chiede al sindaco di porre al primo punto della sua agenda il Bilancio Partecipato: «può essere un forte segnale, percepito come reale volontà di cambiamento e quindi di primaria importanza nella ricostruzione del rapporto tra collettività e politica, al fine di arrivare ad una democrazia reale e diretta in cui il cittadino decide realmente il suo destino e il suo futuro».