IL CASO

Polo scolastico Teramo, la gente in piazza contro il progetto “misterioso”

In massa per chiedere all’amministrazione di ripensarci

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Polo scolastico Teramo, la gente in piazza contro il progetto “misterioso”
TERAMO. Minacciano di ricorrere a vie legali se l’amministrazione comunale non farà un passo indietro sul progetto di costruzione del polo scolastico a Teramo, nell’area sottostante il vecchio stadio Comunale a poca distanza dal fiume Tordino.

Il Comitato popolare “No al polo scolastico nell’area del fiume Tordino” sabato mattina si è dato appuntamento proprio lì sul posto dove il privato comincerà a gettare colate di cemento.
Erano presenti numerosi cittadini ed esponenti di “Teramo Nostra” guidati dal Presidente Piero Chiarini e Legambiente con il Presidente Giovanna Cortellini, Italia Nostra, Rifondazione Comunista con il consigliere comunale Sandro Santacroce, la Confesercenti con il Presidente Antonio Topitti, Sinistra Ecologià e Libertà con il segretario cittadino Roberto Romualdi, il Partito Radicale con l’esponente Renato Ciminà, i Verdi, il Movimento “Se Non Ora Quando” con la rappresentante Sandra Moscardelli, il Gruppo Cittadino dei “Democratici Per Davvero” con l’ex Consigliere comunale Romolo Bosi.
Così come non hanno fatto mancare il loro sostegno gli iscritti del Partito Democratico tra i quali Mirko De Berardinis, l’onorevole Vinicio Scipioni, l’ex consigliere regionale Giuliana Valente, l’ex assessore comunale Domenico Bucciarelli e l’ex Consigliere Comunale Giuseppe Adamoli.
Il progetto sembra avvolto da un’aura di mistero visto che fino a poco tempo fa non si sapeva granchè; mancavano all’appello documenti dettagliati, almeno sul nuovo sito dell’Ente, definito iper trasparente. Il dato certo è che il Polo scolastico prevede la creazione di un nuovo “Campus all’americana” nei pressi della discesa di San Giuseppe, nella zona del lungofiume Tordino. L’obiettivo è dismettere vecchie strutture e dar vita a palazzi nuovi. Le scuole da inglobare nella struttura sono l’ edificio scolastico San Giuseppe, la scuola media Savini e di quella dell'infanzia di via del Baluardo. I tre plessi sono infatti inseriti nel progetto come contropartita da offrire al privato chiamato a realizzare il polo.
Il no del Comitato è legato ad una serie di osservazioni che vanno dalla presunta incompatibilità ambientale della struttura a motivazioni di carattere socio-economico.
In particolare il nuovo Polo Scolastico è sbagliato, secondo il gruppo, poiché prevede l’ennesima cementificazione di un’area verde, con la costruzione di un campus su terreni che confinano con il parco fluviale, con tutti i rischi che ne conseguono. Così come è impensabile l’idea di raccogliere centinaia di studenti in un sito dove l’unica arteria stradale presente è quella di Circonvallazione Spalato, già sovraccarica.
Il trasferimento degli studenti dal centro cittadino al nuovo polo comporterebbe inoltre lo svuotamento della città con conseguenze anche sulle attività economiche e commerciali presenti.
Le alternative ci sono, secondo il Comitato, e si basano sul riutilizzo di edifici vuoti e dismessi come l’ex Manicomio, l’Istituto “Regina Margherita”, l’area dietro al Santuario della Madonna delle Grazie, l’Ex Banca D’Italia, l’Ex Edificio dell’Enel in Viale Bovio, l’ex “Ospedaletto” a Porta Romana e gli edifici dell’Università in Viale Crucioli.