POLICA E POLTRONE

Francavilla, nomine Cosvega. «Tutti vicini alla maggioranza»

Moroni e D’Amario: «la minoranza non è stata informata»

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Moroni

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FRANCAVILLA AL MARE. I consiglieri comunali di Francavilla al Mare, Franco Moroni e Daniele D’Amario sono arrabbiati con il sindaco, Antonio Luciani.

Il loro cruccio parte dalle nomine Cosvega (la società partecipata del Comune per i servizi ambientali), avvenute, a loro dire, in sordina e senza la rappresentanza della minoranza. Il 15 maggio scorso durante l’assemblea ordinaria della società Cosvega il sindaco ed i membri avrebbero proceduto alla nomina dei nuovi amministratori e del nuovo collegio sindacale senza invitare i gruppi di minoranza.
E così nella rosa dei nominati si sarebbero ritrovati membri vicini al mondo del Pd ed i non eletti delle liste elettorali della maggioranza. Una fetta di torta, insomma, sarebbe andata a tutti meno che a loro.
Ma i consiglieri “non se la prendono” di certo per un mancato invito, ne fanno, piuttosto,  una questione di correttezza, quella che ci si aspetta ogni buon amministratore.
 Anche perché, ricordano, «non è stata osservata la delibera di consiglio comunale n° 48/2000 che prevede almeno la consultazione dei capi gruppo».
Insomma il  padrone di casa aveva il dovere di invitarli.


I NOMINATI
Ad ogni modo, tra i nominati nel nuovo consiglio d’amministrazione svettano, secondo quanto riportano i due, « i nomi del presidente Salvatore Marco (già candidato Pd, già membro del Cda Cosvega in quota Di Quinzio, già membro del Cda della società Cosmeg in quota minoranza Pd), il consigliere di amministrazione, Michele Accetella (candidato non eletto nella lista Luciani sindaco), il consigliere di amministrazione Laura Intilangelo (candidata non eletta nella lista Italia dei Valori). A questi vanno aggiunti i già nominati Tina Gianngiulio (candidata non eletta del Partito Democratico) e Lino Carunchio (candidato non eletto dell’Italia dei Valori) nel consiglio di amministrazione della Società Risco».
Eppure  i gruppi di minoranza, proprio per garantire la trasparenza e la possibilità di controllo hanno espresso « la volontà di candidare uno di loro come membro al consiglio di amministrazione ed un altro al collegio dei revisori». Invece, dicono D’Amario e Moroni, «si è assistito alla più becera spartizione politica nei confronti del quale i più incalliti esponenti della prima repubblica inorridirebbero. Evidentemente il concetto di “cambiamento” dell’amministrazione comunale e del sindaco in primis è quella di annullare ogni tipo di controllo e possibilità di decisione da parte delle minoranze e della cittadinanza tutta».


IN MEMORIA DEI VECCHI TEMPI…

Poi, i due consiglieri rammentano con una punta di nostalgia, i tempi andati quando alla guida dell’amministrazione c’era il centrodestra.
Allora sì che le cose funzionavano, secondo loro, «tanto che in quegli anni la presenza delle minoranze era sempre tutelata nello spirito della trasparenza assoluta, come dimostrano gli otto anni di Gilberto Rapino alla Cosvega, gli anni di Marco Salvatore alla Cosmeg e di Vinicio Cardone all’Alento Gas, tutti nominati dalla minoranza e di area Pd. L’attuale amministrazione, invece, nomina solo i non eletti delle proprie liste elettorali».
m.b.