AMMINISTRATIVE 2012

Ricostruzione, ancora scintille. Chiodi: «Cialente incapace». Il sindaco: «aspettiamo 12 mln di euro»

Ultimi giorni di campagna elettorale, clima infuocato. Campagna elettorale sulle macerie

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Ricostruzione, ancora scintille. Chiodi: «Cialente incapace». Il sindaco: «aspettiamo 12 mln di euro»
L’AQUILA. «La ricostruzione è ferma per colpa vostra». «No, è colpa vostra».

La campagna elettorale che si sta avviando a conclusione batte tutta sul tema centrale della città post sisma. Ognuno racconta la propria verità e i cittadini stanno a guardare. In 21.386 vivono ancora in alloggi a carico dello Stato nel comune de L'Aquila e nei comuni del cratere (progetto Case, Map, affitti concordati e fondo immobiliare). I beneficiari del contributo di autonoma sistemazione sono complessivamente 11.012, di cui 9.357 in città e 1.655 negli altri comuni. Le persone alloggiate in alberghi e strutture di permanenza temporanea (caserma GdF) sono 283.
Ma lo si sapeva che questa battaglia politica che lunedì culminerà con l’elezione del nuovo sindaco sarebbe andata così. Scontri accesissimi e accuse reciproche.
«Cialente è nella confusione più totale e conferma ancora una volta la sua chiara incapacità di applicare e osservare le norme della ricostruzione», dice il commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi.
Il commissario reagisce così alle notizie relative alla pubblicazione da parte del sindaco Cialente di una lettera del Soprintendente per l’Abruzzo che evidenzia l’impossibilità di rilasciare valutazioni sulla congruità economia e tecnica rispetto ad un progetto privato per il centro storico dell’Aquila, mancando il parere della filiera.
«Cialente dovrebbe sapere – continua Chiodi – che il problema evidenziato dal Soprintendente è stato superato con l’articolo 4 dell’ordinanza 3996/2012 firmata da quattro mesi. I progetti privati per i centri storici che hanno adottato i piani possono essere presentati entro 180 giorni dalla pubblicazione dell’atto di adozione del piano all’albo pretorio».
I comuni, e non la filiera, sottolinea ancora il commissario, valutano la compatibilità con i piani e, con i propri mezzi umani e strumentali, ne valutano i presupposti, anche economici e tecnici, per l’ammissione a contributo. Da ciò deriva che i riferiti 1.500 progetti giacenti nei cassetti del comune dell’Aquila possono essere valutati ed eventualmente approvati dal Comune, seguendo la procedura di cui al citato articolo 4.
«È il sindaco», incalza Chiodi, «dal 17 gennaio scorso e dopo l’adozione del piano di ricostruzione della città de L’Aquila, che deve fare la valutazione economica e tecnica che il Soprintendente Maggi lamentava mancare da parte della filiera».
A riprova di quello che dice Chiodi chiede di sapere come ha fatto Cialente a rilasciare contributi per altri immobili privati del centro storico.
Ma al commissario risponde l’assessore alla ricostruzione parlando di «intervento goffo e frastornato» di Chiodi, «come gli accade spesso ultimamente, proprio di chi si rifiuta di guardare la realtà dei fatti». L’assessore spiega che l’Ordinanza 3917 del 2010 (articolo 5, comma 6) «stabilisce che la congruità tecnico economica dei progetti per gli edifici vincolati venga effettuata dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici, anche avvalendosi di Cineas e Reluis. Il Soprintendente, per il consorzio di piazza della Prefettura, ha chiesto più volte ai succitati consorzi universitari e al commissario Chiodi il supporto nella valutazione dei progetti. Cosa mai avvenuta. L’Opcm 3996 del gennaio 2012, che Chiodi cita nel suo intervento di oggi, non rimuove la disposizione in base alla quale, per gli edifici vincolati, debba pronunciarsi la Soprintendenza, come stabilito nella precedente Opcm 3917. Annuncio pertanto che ci faremo promotori della modifica di quest’ultima ordinanza (3917), avendo registrato l’inerzia del Commissario a rendere le norme più chiare e più snelle».

CIALENTE: «I SOLDI NON ARRIVANO»

Non si tira fuori dalla polemica il sindaco Cialente che ribadisce che i soldi non arrivano.
«Nonostante il Comune dell'Aquila, dal mese di ottobre 2011, sia in attesa del trasferimento dei fondi necessari per il pagamento di oltre 12 mln di euro, per le sole riparazioni di edifici classificati A-B-C-E, non è stata trasferita ancora alcuna somma dalla struttura Commissariale».
Il sindaco uscente spiega che quotidianamente riceve cittadini e imprenditori «disperati», con gravi esposizioni bancarie, «alcuni di essi hanno dovuto portare libri in tribunale avviando le pratiche del fallimento. Ritengo ormai la situazione grave e insostenibile da un punto di vista normativo, economico e morale in una città allo stremo. Segnalo inoltre che le imprese, così pesantemente esposte in banca sono impossibilitate a dare inizio a nuovi cantieri di riparazione delle case classificate “E”».
Ma il Comune segnala, inoltre, la «complessa e ferraginosa procedimentalizzazione dei processi di rendicontazione che rallentano, a dir poco, irrimediabilmente la fluidificazione degli accrediti in favore dell'Ente e. quindi, dei pagamenti alle imprese, né intende restare indifferente alle correlate problematiche sociali e alle legittime attese del mondo imprenditoriale e dei lavoratori».