AMMINISTRATIVE 2012

Musa con Maragno che svela: «Costantini mi voleva candidare». Idv: «Maragno nervoso e sotto stress»

Musa contro Di Mattia: «non sa parlare italiano e sfugge ai confronti»

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Manola Musa (Foto Urbini)

Manola Musa (Foto Urbini)

MONTESILVANO. Veleni, accuse e colpi di scena infuocano gli ultimi giorni di campagna elettorale prima del ballottaggio di domenica e lunedì prossimo.

La tensione è nell’aria anche perché la partita è di quelle importanti: amministrare la quinta città d’Abruzzo. Il livello dello scontro nelle ultime ore si è notevolmente alzato e ci sono accuse reciproche e ricostruzioni dei fatti totalmente discordanti. Ognuno cerca di giocarsi le ultime cartucce come può.
Ieri mattina è stato presentato l'apparentamento siglato tra la candidata sindaco del centrodestra Manola Musa e le liste Democrazia e Libertà e Api di Francesco Maragno.
Soddisfazione da parte di Musa che ha ringraziato Maragno per il sostegno «basato sulla condivisione degli stessi programmi». Alla vigilia del primo turno questa unione di intenti era parsa assai difficile, viste le stoccate che i due candidati si erano lanciati a distanza. Maragno aveva accusato Musa (ma anche Di Mattia) di aver candidato consiglieri che avevano «malgovernato» la città negli ultimi anni e aveva auspicato «un cambio di rotta».
«Abbiamo avuto modo di confrontarci – ha spiegato Musa - condividendo le linee programmatiche identiche su tassazione, sicurezza e famiglia, quest'ultima è al centro dei nostri programmi. Ringrazio Francesco per aver fatto una scelta responsabile, per aver puntato su una squadra di governo concreta, onesta e rinnovata».
«Come potrebbe essere Di Mattia sindaco di Montesilvano se ha difficoltà a parlare in italiano e continua a scappare da confronti in televisione e di fronte ai cittadini?»
Maragno ha parlato di scelta di «responsabilità»: «sembra strano, ma non abbiamo parlato di poltrone
in una città dove c'è stata da sempre una mercanzia di questo tipo».

«COSTANTINI MI VOLEVA CANDIDATO»
Maragno ha poi commentato le defezioni di due liste del Polo dell'Alternativa, Popolo di Montesilvano e Fli che andranno con Di Mattia e assicurato di non «aver mai ceduto ai ricatti di nessuno».
«Tra coloro che hanno scelto Di Mattia ci sono persone che tre giorni fa hanno siglato un documento a sostegno di Manola Musa, sono le stesse persone che ora fanno parte dello schieramento del centrosinistra: da Di Labio a Silli del Popolo di Montesilvano fino ai rappresentanti di Fli. Questa è la prova che a Montesilvano la gente si continua a vendere per un piatto di lenticchie».
E Maragno sostiene anche che negli ultimi giorni il consigliere regionale dell’Idv Carlo Costantini lo abbia ‘corteggiato’ politicamente e che anche nei mesi scorsi ci sia stato un incontro: «lo scorso ottobre mi propose di essere il candidato sindaco del centrosinistra. Giovedì, lo stesso, mi ha mandato delle persone per farmi andare dalla loro parte. Se avessi scelto Di Mattia avrei tradito i miei elettori, stessa cosa se avessi scelto la libertà di coscienza».

COSTANTINI SMENTISCE: «O RA MARAGNO E’ SOTTO STRESS»
Ma Costantini smentisce categoricamente: «Maragno è un po’ nervoso e mi dispiace. Lui e suo suocero Raffaele Di Giovanni (tra i fondatori di Forza Italia a Montesilvano, ndr), attraverso un amico comune, mi hanno chiesto lo scorso anno di potermi incontrare. Ed io, che non avevo e continuo a non avere nessun pregiudizio nei loro confronti, ho accettato con piacere la loro richiesta, ho fissato loro un appuntamento e li ho ricevuti nel mio studio privato. Il colloquio», ricorda Costantini, «si è svolto con grande cordialità e franchezza. Il signor Di Giovanni mi ha chiesto di sostenere la candidatura di suo genero ed io gli ho risposto di sì, se suo genero avesse accettato di partecipare alle primarie di centrosinistra e se, ovviamente, le avesse vinte. Lui mi ha risposto che a sinistra non ci sarebbe mai andato; io gli ho risposto che a destra l'IdV non ci sarebbe mai andata; abbiamo concluso la nostra chiacchierata con un saluto ancora più cordiale di quello che ci eravamo scambiati all'inizio dell'incontro e da allora non ci siamo più sentiti».

«BUGIE DALLA MUSA»
Sulle fughe dai confronti tv replica invece Attilio Di Mattia che sostiene che sia Musa a cancellare gli impegni presi. Ma poi il candidato del centrosinistra pensa ai nuovi apparentamenti con Futuro e Libertà e Popolo di Montesilvano che «non solo accrescono numericamente la coalizione, ma anche l'autorevolezza politica della stessa».
«Ci siamo ritrovati perfettamente sui programmi e soprattutto sull’emergenza sicurezza», ha spiegato il candidato sindaco. «A livello locale nei due movimenti ci sono persone che stimo moltissimo e hanno avuto il coraggio di denunciare e opporsi strenuamente al governo di centrodestra. Un governo che, vorrei ricordare, ha avuto come soci fondatori gli stessi Maragno e Musa».
«Abbiamo ritenuto fin dal risultato delle primarie - ha poi aggiunto Silvio Paolucci - che Attilio fosse la vera alternativa agli ultimi cinque anni di governo. Ci stupiamo di Maragno, che fino a qualche settimana fa ha violentemente attaccato le stesse persone e la stessa coalizione a cui oggi si lega. Riconosciamo, invece, la grande coerenza di Oscaro Biferi e Carlo Tereo De Landerset che si sono opposti con tenacia fino alla fine all'amministrazione di centrodestra».
«Oggi - ha poi proseguito Daniele Toto - si apre una seconda fase. Attilio Di Mattia ha già dimostrato la sua capacità di raccogliere consenso intorno al suo progetto nel primo turno. Fli ha deciso di appoggiarlo, perché è l'unico progetto alternativo a quello dell'ultimo governo. Abbiamo deciso di scegliere ciò che è giusto e non ciò che è più conveniente, sicuri che l'unica vera alternativa sia Attilio».
«L’appoggio al Sindaco Attilio DI MATTIA significa mantenere intatta la nostra dignità e libertà di coscienza», dicono invece dal Popolo di Montesilvano. «Abbiamo imparato nel tempo, a dare un peso specifico alle parole scritte su un programma elettorale diverso da quello che diamo alle scelte reali di governo della Città».

DI SANTE: «NON CAMBIA NULLA»
Guarda da fuori quello che sta avvenendo in queste ore l’ex candidato sindaco di Rifondazione Comunista, Corrado Di Sante, che non entrerà in Consiglio. «Il Polo dell’Alternativa di Francesco Maragno», commenta Di Sante, «dopo aver attaccato la vecchia politica montesilvanese, fatta di transfughi e indagati, oggi tiene il piede in due staffe contemporaneamente con Musa e Di Mattia: la questione morale torna in secondo piano». E l’esponente di Rc richiama anche Costantini: «fa passare l’idea che la vittoria di Di Mattia porterebbe in comune Anelli della lista di Beppe Grillo, tenendo fuori dal consiglio il partito del mattone. Ma Carlo Costantini ha fatto male i conti: non solo Anelli non entra in Consiglio ma addirittura se dovesse vincere la Musa, l’apparentamento di Di Mattia con FLI garantirebbe l’elezione di Maragno con i voti del centrosinistra. Inoltre evidentemente non conosce bene la storia di Montesilvano, in quanto troveremo in consiglio, in ogni caso, i protagonisti, delibera per delibera, prima con Cantagallo e poi con Cordoma, del “sacco” di Montesilvano».
Gli elettori di Sel e PdCI, invece, «dopo essersi bevuti l’accordo con l’Udc e gli assessori di Cordoma, oggi con gli apparentamenti ingoiano: l’accordo con il Fli di Fini, il sostegno del Mpa di Lombardo e gli ammiccamenti di Cordoma».
a.l.