POLITICA

Popoli, solo una donna in Comune. Natale: «quote rosa calpestate»

Per il Comitato di Trasparenza e Legalità si tratta di «violazione dello statuto comunale»

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Popoli, solo una donna in Comune. Natale: «quote rosa calpestate»
POPOLI. Ne è rimasta una, anziché due come lo statuto comunale vorrebbe.

Si tratta delle donne-amministratrici di Popoli la cui presenza in seno all'amministrazione non sarebbe adeguatamente valorizzata.
Ne è convinto Giovanni Natale del Comitato Trasparenza e Legalità che ricorda come prima fossero previste due donne ed ora una soltanto, a scapito della partecipazione del gentil sesso alla cosa pubblica.
Secondo Natale il Comune così «violerebbe sia lo statuto comunale che indicava chiaramente che ci dovessero essere due donne, sia il Codice di responsabilità del Pd che vincola gli amministratori del Pd ad azioni legislative ed amministrative per la parita' di genere e indica la presenza femminile nella misura del 40%».
«Se la giunta popolese è di 5 persone», dice, « i conti sono presto fatti: le donne dovrebbero essere due e non si scappa. Si vede che i Democratici leggono a modo loro i codici e gli statuti, tanto che la Giunta Galli ha pensato di sanare con noncuranza politica la propria inadempienza, legalizzandola. Questo atto di retrocessione a livello civile, nei modi e nei contenuti, è stato perpetrato nel Consiglio Comunale del 3 aprile scorso. Si tenga conto che questo è avvenuto ad opera di un'amministrazione dove la vice-sindaco, è donna ed è addirittura segretaria del Partito Democratico, ma che nonostante cio' non riesce a salvaguardare nè le donne, nè il rispetto dello Codice di Responsabilità del suo stesso partito. Ci si puo' meravigliare poi se Grillo, ha tanto seguito e successo? Definirlo impolitico di fronte a questi esempi amministrativi e di incapacità di confronto, è un'eresia. A questo punto non possiamo».
In tutto questo secondo Natale «c’è la complicità delle altre forze di maggioranza che si dicono anche "progressiste": Sel ed Idv».
Non è la prima volta che l’esponente del comitato popolese denuncia presunte inadempienze dell’amministrazione. Lo ha fatto sulla presunta negazione delle riprese video del Consiglio comunale, così come «sulla mancata pubblicazione online dei redditi e patrimoni degli amministratori».
m.b.