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Incarichi ai dirigenti della Provincia Teramo, l’ispettore: «tutto in regola»

Il presidente Catarra si dice soddisfatto

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Il presidente Catarra

Il presidente Catarra

TERAMO. «La riorganizzazione della Provincia di Teramo e gli incarichi dirigenziali sono a norma».

Dice più o meno questo l’ispettore della Funzione Pubblica Bruno Zaccagnino chiamato ad esprimersi sulla riorganizzazione dell’Ente dopo che la Uil ha presentato ricorso contestando la legittimità del progetto della struttura amministrativa e delle conseguenti assegnazioni degli incarichi dirigenziali.
Tutto è partito dall’adozione da parte della Provincia del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi con delibera di Giunta provinciale del 12 settembre 2011. La riorganizzazione è improntata sulla riduzione della spesa, degli organici attraverso l’accorpamento di settori. In quest’ottica il segretario generale dell’Ente, Gianna Becci, è stata nominata anche direttore generale. Il doppio incarico però ha sollevando i dubbi di Uil che avrebbe ipotizzato un conflitto di interesse.
A dirimere la controversia è  stato quindi l’ispettore alla Funzione Pubblica  che in una nota protocollata il 7 maggio 2012  e diretta proprio al direttore generale della Provincia di Teramo ha confermato la correttezza e validità del percorso amministrativo della riorganizzazione, contro il quale la Uil ha presentato ricorso al Tar.
In particolare l’ispettore chiarisce che le delucidazioni fornite dal Segretario e Direttore generale, Gianna Becci,  sulla riorganizzazione «appaiono conferenti ed esaustive, argomentando, illustrando e motivando, sia le ragioni che hanno presieduto al progetto di riorganizzazione dell’Ente culminato nel nuovo Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi».
Anche i provvedimenti di conferimento degli incarichi dirigenziali, rispondenti al meccanismo della rotazione, così come previsto dal Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi adottato, appaiono all’Ispettorato ampiamente motivati «visto che danno spiegazione e contezza dell’iter logico-giuridico seguito per la scelta effettuata».  
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Provincia Walter Catarra.
«La nota dell’Ispettorato», ha detto,  «avvalora il nostro progetto di riorganizzazione improntato ai principi di riduzione della spesa. Appare quantomeno pregiudiziale l’atteggiamento di contrasto della Uil e molto temeraria l’interpretazione normativa laddove il sindacato paventa un insussistente “conflitto d’interesse” sul doppio incarico in capo alla dottoressa Becci come Direttore e Segretario generale. E’ stata una nostra precisa scelta quella di fare a meno della figura del Direttore generale, circa 200mila euro lordi l’anno, per attribuire le relative funzioni al Segretario Generale, come previsto da tutte le leggi vigenti in materia, dal decreto legislativo 267/2000, art. 108, e dal contratto nazionale di categoria, sottoscritto da tutte le sigle sindacali a livello nazionale, tra cui anche la Uil».
Secondo il presidente, infatti, il compenso percepito dal segretario come Direttore generale ammonta a 55mila euro, con un risparmio annuo pari a circa 145mila euro.
«Inoltre», conclude Catarra, «la Becci è inattaccabile sia sotto il profilo della professionalità, molto elevata, sia sotto quello della dedizione al lavoro, come testimoniato dall’onorificenza ricevuta nel 2010 dal Presidente della Repubblica quale Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, e dalla stessa rilevazione automatica delle presenze, che nel suo caso, supera le 50 ore settimanali. Come Direttore generale, a norma dello Statuto, sostituisce i dirigenti temporaneamente assenti, senza peraltro percepire alcun compenso aggiuntivo. Infine, e non si tratta di una circostanza poco significativa, per puro spirito di collaborazione e di servizio verso la collettività locale, svolge gratuitamente, assumendosene tutte le relative responsabilità, incarichi presso altri organismi di diritto pubblico, le ex Ipab Istituto Regina Margherita e Scuola dell’Infanzia Gemma Marconi».