AMBIENTE

La Regione dice sì al Prg Silvi. Ruffini (Pd): «pareri incompleti e problemi in vista»

Dubbi espressi sull’ iter di approvazione del progetto

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3145

Il sindaco

il sindaco

SILVI MARINA. La Regione ha detto sì alla variante al piano regolatore generale del Comune di Silvi Marina, con la maggioranza dei consensi.

L’unica voce fuori dal coro è stata quella del Gruppo consiliare del Pd guidato da Claudio Ruffini.
Il consigliere dopo aver motivato le sue perplessità sul progetto ha elencato una serie di problemi derivanti dall’approvazione.
 «L’abbiamo detto e denunciato e lo ripetiamo», ha detto, «con questo voto la maggioranza rischia di far arenare la variante al Prg con il serio rischio di veder sfumati anni di lavoro tecnico-amministrativo e soprattutto anteponendo all’interesse collettivo dei cittadini di Silvi gli interessi dei speculatori dell’edilizia».
La vicenda ruota intorno al Piano Regolatore Generale di Silvi. Con la variante al Prg e al Prp (Piano regionale Paesaggistico) le ultime aree libere dall'edificazione vengono destinate alla cementificazione e la Regione è stata chiamata a dare o meno il suo assenso.
La variante era stata adottata dalla precedente giunta regionale di centro sinistra esclusivamente per recepire il Piano territoriale provinciale; poi in sede di pubblicazione sotto la Giunta Vallescura, a Silvi, sono pervenute circa 300 osservazioni che il Comune ha accolto imponendo al territorio, secondo i comitati ambientalisti, «una forte espansione edilizia di circa 30 ettari».
Tra gli aspetti che rischiano di rendere nullo il documento secondo Ruffini e Legambiente ci sono alcune carenze nell’iter di approvazione che, secondo gli ambientalisti, «rendono la variante al Piano Regolatore Generale non conforme alla normativa vigente in termini di procedimento di adozione e di approvazione, di valutazione ambientale strategica e di riduzione del rischio sismico».
Si tratta, in particolare dell’obbligo della riacquisizione del parere del Genio Civile al fine della verifica della compatibilità delle nuove previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio, della mancata  verifica di assoggettabilità a procedura di Valutazione Ambientale Strategica prevista a garanzia della protezione dell’ambiente, e della validazione regionale sul Rischio Sismico. Occorrerebbe infatti, secondo Ruffini, «ottenere la validazione regionale dello studio di microzonazione sismica e dell’adozione della carta delle microaree a comportamento sismico omogeneo».
Altri dubbi riguardano poi l’Accordo Procedimentale che prevede all'uscita della SP 553 la realizzazione di una nuova mega struttura commerciale,(iniziativa meglio conosciuta come accordo procedimentale Sorricchio), già approvato in consiglio comunale il 12.10.2010. Su quest’ultimo aspetto Legambiente  ha anche depositato un articolato esposto alla Procura di Teramo.
«Il progetto iniziale è cambiato notevolmente», ha spiegato Ruffini preoccupato, «tutto era infatti nato come una variante tecnica mentre adesso si amplia a dismisura, trasformandosi in una variante sostanziale; un'altra variante poi è stata adottata e addirittura approvata durante l’iter della variante generale con modifiche che hanno contribuito a snaturare ulteriormente la variante generale del 2004». 

 ACERBO: «UNA VITTORIA»

«Di positivo», commenta Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista, «c'è che siamo riusciti a far cancellare una la previsione più vergognosa, cioè quella di eliminare il vincolo paesistico per fare spazio a un nuovo insediamento commerciale all’altezza della rotatoria sulla Strada Statale 16 all’imbocco della Strada Provinciale 553 per Atri».  Quell'area è stata stralciata: «questa è una vittoria», commenta Acerbo, «nata dalla collaborazione tra il sottoscritto consigliere regionale di Rifondazione Comunista e il locale circolo di Sel che ha collaborato con me fornendomi documentazione preziosissima per smascherare le reali intenzioni del sindaco Vallescura. La nostra campagna ha avuto successo sul punto specifico perchè nemmeno il PDL in Consiglio regionale se l'è sentita di avallare un'operazione così spregiudicata. E' la prima volta che il Consiglio Regionale dà uno stop a una richiesta di variante del piano paesistico che proviene dai comuni».


m.b.