AMMINISTRATIVE 2012

Elezioni Montesilvano, ultimi fuochi d’artificio. Di Mattia: «andiamo in Procura»

Bufera sul casotto (abusivo?) di Di Mattia

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  Elezioni Montesilvano, ultimi fuochi d’artificio. Di Mattia: «andiamo in Procura»
MONTESILVANO. Dopo le proteste del candidato consigliere Leo Brocchi per il presunto gabbiotto abusivo-elettorale il Comune prende provvedimenti e ne vieta il suo utilizzo.

Incredulo il candidato sindaco del centrosinistra Attilio Di Mattia che sventola l’autorizzazione che gli era stata concessa appena tre settimane fa proprio dal Comune e dice: «se Brocchi va dai vigili noi andremo direttamente alla Procura della Repubblica». A quasi 24 ore dalla chiusura della campagna elettorale Montesilvano continua a regalare i fuochi d’artificio. E quando la polemica non è più sufficiente a screditare l’avversario i candidati tirano fuori anche i documenti per ‘sbugiardare’ il nemico.
Oggi Di Mattia si trova dunque con il gabbiotto elettorale piazzato nel parcheggio di via Zecca da non poter utilizzare nonostante custodisca ancora la copia dell’autorizzazione rilasciata dal dirigente Gianfranco Niccolò il 16 aprile, con tanto di «parere favorevole dell’Ufficio Servizi Tecnologici settore VII espresso in data 16 aprile 2012». Sul documento si legge che il box sarebbe dovuto restare a disposizione del candidato sindaco fino al 25 maggio, quindi anche per un ipotetico ballottaggio. Poi, però, è arrivata la denuncia di Brocchi e il Comune ci ha ripensato.
«Improvvisamente», racconta Di Mattia, «nella città degli abusi edilizi e del cemento, la stessa amministrazione pubblica che aveva autorizzato ad installare il gabbiotto ci ha contestato di aver fatto quello che ci aveva detto che potevamo fare. Ma non si è limitato a questo: è intervenuto sul posto, ha chiuso il gabbiotto, ha diffidato a rimuovere, ha chiamato i carabinieri e per fortuna che a Montesilvano non c'è l'esercito, perchè altrimenti non avrebbe esitato a chiamarlo. Per fare cosa? Per farci togliere quello che ci aveva fatto mettere: un gabbiotto che tra l'altro domani, chiusa la campagna elettorale, avremmo comunque dovuto rimuovere, senza che nessuno ce lo imponesse. E' normale tutto questo, tra l'altro in una citta' con il passato politico amministrativo nell'edilizia di Montesilvano?»
Ma in queste ore c’è anche qualcun altro che sventola documenti. E’ il caso di Nico Liberati dell’Udc che nei giorni scorsi si era scontrato, nella sezione commenti del sito del Fatto quotidiano, con il consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo. Quest’ultimo sostiene che l’Udc (che è alleata di Di Mattia) abbia prima messo, poi tolto dalla lista, il nome del candidato ‘Daniele Cilli, detto Paolo’ per ingenerare confusione con il vero Paolo Cilli che si candida con il Pdl. Acerbo aveva ‘sfidato’ Liberati a verificare il caso in prefettura.
«Trasmetto il verbale originale della Prefettura», ci scrive Liberati. «Come potete notare, non vi sono integrazioni postume e non compare mai nessun candidato detto Paolo! Maurizio Acerbo e Compagni hanno la pessima abitudine di utilizzare la questione etica come gli ubriachi fanno con i lampioni, per sorreggersi e non per illuminarsi, utilizzando peraltro fonti poco chiare e informazioni mendaci».
E proprio Rifondazione continua la propria battaglia contro gli «abusivi». Questa mattina il candidato Corrado Di Sante ha protestato contro il candidato consigliere Antony Aliano (lista “Bene Comune” con Di Mattia) e contro Camillo Savini candidato nella lista Pdl con Musa sindaco: «entrambi occupavano abusivamente la postazione riservata alla nostra lista “In Movimento per i beni comuni – Rifondazione e Verdi”.: «chi non rispetta le minime regole della campagna elettorale che tipo di amministratore sarà per la città?»