AMMINISTRATIVE 2012

Elezioni Montesilvano, spese elettorali pubbliche e casotti “abusivi”

«La struttura è mobile e ha tutti i permessi»

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Il box contestato

Il box contestato

MONTESILVANO. Entrate: 2.932,87 euro. Uscite: 2.067 euro. La lista ‘In movimento per i beni comuni’ che unisce Rifondazione Comunista e Verdi e candida a sindaco Corrado Di Sante mette on line tutte le cifre relative alla propria campagna elettorale.

Con un monito agli avversari: pubblicate anche voi i vostri dati on line. «Riteniamo che la trasparenza sia il primo antidoto contro corruzione e clientele», spiega Di Sante. «Non si tratta di un esercizio da farsi dopo le elezioni ma ora, prima del voto, per fare in modo che i cittadini possano conoscere chi sta eventualmente dietro i candidati. La politica si indebita per campagne elettorali dispendiose e poi usa la cosa pubblica per restituire i favori agli "imprenditori" che l´hanno finanziata».
Dalle cifre che Rifondazione diffonde è evidente che il partito non dispone di un grosso budget e soprattutto di importanti sponsor (motivo di vanto per il partito). Alla voce entrate ci sono 945 euro raccolti grazie alla sottoscrizione dei candidati, 1.326 euro di sottoscrizione di attivisti e sostenitori, 606 euro raccolti grazie ad una cena di autofinanziamento, e 85 euro raccolti al comizio a cui ha preso parte Paolo Ferrero. Alla voce ‘uscite’, invece, compaiono la stampa dei manifesti e dei volantini, la spesa del «carburante per speakeraggio più mezzi» (50 euro) e il contributo per amplificatori dell’evento ‘carrozzine determinate’.
Chi seguirà l’esempio di Di Sante e sarà disposto a mettere le proprie cifre on line in questi ultimi quattro giorni di campagna elettorale?
Intanto, sempre a causa di ‘spese pazze’ e acquisti dell’ultima ora è di nuovo scontro tra il candidato consigliere Leo Brocchi (Lista civica Democrazia e Libertà che sostiene Maragno) e il candidato sindaco del centrosinistra Attilio di Mattia. Già nelle scorse settimane il primo aveva contestato al secondo la massiccia campagna informativa fatta di manifesti abusivi e «spese faraoniche».
Adesso l’oggetto del contendere è un grosso container (con la scritta ‘Comitato elettorale’) comparso ieri nel parcheggio antistante la succursale della Scuola Media “Troiano Delfico” ed a 10 metri lineari dalla recinzione del (vero) seggio elettorale. Brocchi denuncia «la palese violazione delle norme in materia di propaganda elettorale, incluso l’art. 29 della Legge 25 marzo 1993, n. 81, e del divieto di ottenere autorizzazioni all’occupazione del suolo pubblico per strutture di propaganda stabili e non meramente transitorie» ma anche «la carenza del titolo abilitativo edilizio (nel caso, il permesso di costruire), attesa la proprietà pubblica del suolo e la tipologia della struttura, stabilmente ancorata a terra».
«Certo un bell’inizio», denuncia ancora l’esponente di Democrazia e Libertà, «per chi si propone, a chiacchiere, di essere il paladino della legalità e di contrastare l’abusivismo edilizio».
Brocchi invita «amichevolmente» gli interessati a rimuovere «il mostro metallico» entro le prime ore di questa mattina «poiché diversamente dovrò intervenire in sedi assai meno diplomatiche di questa».
Ma la politica montesilvanese riesce a scontrarsi anche in vetrine nazionali. Sul sito del Fatto quotidiano (sezione commenti), infatti, Udc (che sostiene Di Mattia) e Rifondazione litigano in merito alla trovata dell’Unione di Centro di piazzare in lista un Daniele Cilli detto Paolo anche se il vero Paolo Cilli è fuori dall’Udc ed è candidato con il Pdl. La ‘trovata’ era stata già denunciata dal ‘dossier’ di Corrado Di Sante presentato alcuni giorni fa.
Sul Fatto Quotidiano Nico Liberati , segretario Udc di Montesilvano, smentisce categoricamente («posso assicurare che, contrariamente a quanto riferitio non esiste alcun Paolo Cilli nella lista»). Ma Acerbo ribatte che è tutto vero («era scritto anche sul blog del candidato sindaco Attilio Di Mattia») e che semmai, dopo essere stata scoperta l’Udc avrebbe corretto il tiro ed eliminato quel ‘detto Paolo’ fuori posto («se vuole», propone l’esponente di Rc a Liberati, «verifichiamo in prefettura»).

«LA STRUTTURA NON E’ ANCORATA»
Il comitato elettorale mobile, replica Attilio Di Mattia, «non è ancorato ma semplicemente poggiato, e' in possesso da tempo di regolare autorizzazione comunale, e il suo posizionamento e' stato segnalato anch'esso da tempo alla locale stazione dei Carabinieri. L'unica questione controversa - quella della presenza della scritta Comitato Elettorale - l'abbiamo interpretata in senso a noi favorevole, dopo aver visto che anche gli altri candidati hanno ben visibili, in pianta stabile, le indicazioni delle sedi dei propri comitati elettorali».
«Ribadiamo, quindi, di aver operato nel più scrupoloso rispetto della legge convinti che, in caso contrario, il competente dirigente comunale non avrebbe potuto evadere positivamente la nostra richiesta».
A breve il comitato di Di Mattia pubblicherà anche la domanda, la determina dirigenziale di autorizzazione e la nota di segnalazione ai Carabinieri. «Invitiamo l’avvocato Brocchi a continuare ad occuparsi di abusi a Montesilvano, ma di quelli veri, quelli del cemento, che negli ultimi anni hanno compromesso la città. Anche perchè negli anni in cui era direttore generale, con sindaci Cantagallo e Gallerati  ed anche negli ultimi 5 anni in Consiglio Comunale, non è sembrato altrettanto attento e solerte nel denunciare quello che avveniva, ad esempio, nell'urbanistica».