IL CASO

Celano map, il giallo continua. Carispaq smentisce Piccone: «nessuna somma vincolata»

Il Pd Celano torna all’attacco sui moduli abitativi post-sisma

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Celano map, il giallo continua. Carispaq smentisce Piccone: «nessuna somma vincolata»
CELANO. «I soldi per i map ci sono, sono vincolati presso la Tesoreria Comunale Carispaq; il bilancio consuntivo del Comune di Celano chiuderà con un avanzo di 3,5 milioni dove ci sono i milioni dei Map più altre cose».

Diceva più o meno questo l’amministrazione Piccone, poco tempo fa, sui circa 2 milioni di euro che il Comune di Celano avrebbe dovuto restituire al Governo per la mancata realizzazione dei moduli abitativi provvisori post sisma, “rimasti” ancora nelle case del Comune.
Oggi arriva pronta la smentita della Banca Carispaq: «sul conto di tesoreria del Comune di Celano non risultano somme vincolate».  Il che significa, tradotto in parole povere, che le somme presenti sul conto sono spendibili dall’amministrazione e nella piena disponibilità dell’Ente.
A scoprire “gli altarini” è stato il Pd Celano da tempo alle costole del sindaco Piccone. I consiglieri comunali del Pd, Antonello Di Stefano, Carlo Cantelmi, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino da tempo chiedono al sindaco di chiarire l’utilizzo dei fondi erogati dalla Protezione Civile per la realizzazione delle famose casette di legno “fantasma” incassando, a loro dire, «insulti ed argomentazioni strumentali, prive di fondamento e quindi false».
Ma secondo il Pd Celano ci sarebbe dell’altro. «Nel bilancio di rendicontazione 2011 la Giunta dichiara che sull’avanzo di amministrazione», dice, «vi sono somme vincolate per € 2.438.110,12. Ma sui conti correnti del Comune di Celano (Ufficio di Tesoreria - Carispaq) abbiamo riscontrato che alla data del 16 aprile 2012 vi era la disponibilità di soli € 2.011.560,30 di cui somme vincolate pari a zero e che oggi l’importo si è addirittura ridotto a circa € 1.770.000,00».
Ma facciamo un passo indietro.
Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 il Comune di Celano attraverso l’Ufficio Tecnico ha accertato l’esistenza di danni subiti alle abitazioni. In seguito a ripetuti controlli effettuati da tecnici ed esperti la Protezione Civile ha autorizzato il Comune alla realizzazione dei Map (Moduli Abitativi Provvisori) per un investimento di circa 7mln di euro.
Fu Guido Bertolaso a dare l’ok all’operazione di finanziamento telefonando l’allora cittadino Filippo Piccone. Nel corso della telefonata, per ammissione dello stesso Piccone,  Bertolaso gli ha detto “penso che ti servono dei Map, ti faccio avere 10 milioni di euro, ti do un anticipo di 2,5 milioni e poi faremo le altre delibere”. Il Comune, all’epoca, era amministrato dal  commissario Mauro Passerotti  che ha dichiarato di non aver saputo nulla di questa storia fino a quando non è stata indetta la gara d'appalto fatta da uno dei dirigenti del comune.
Alla fine  il Comune ha ricevuto la somma di 2.175.600 euro invece che 7 promessi ma solo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione non meglio identificate. Di quei soldi, risulta però da una circolare ministeriale,solo una parte cioè 720 mila euro è stata utilizzata dal Commissario Straordinario Passerotti per lavori di sistemazione di alloggi popolari in Rione Campitelli, il residuo, pari a euro 1.455.600, doveva essere restituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, come da precisa richiesta. Ma ad oggi quella somma non ha fatto ancora ritorno nelle case dello Stato.
«Se oggi il Comune di Celano dovesse restituire i soldi dei map (cosa che non ha ancora fatto)», rincara il Pd Celano, «le casse comunali avrebbero una disponibilità quasi nulla, con gravi ripercussioni sulla attività amministrativa. In realtà i soldi dei map sono stati utilizzati e Piccone dovrà ricorrere all’utilizzo di fondi comunali (come proventi di tasse, imposte, tributi) per far fronte alla restituzione e per sostenere le spese semestrali del personale (€ 1.032.500), dei mutui (€ 487.400 fino al 2038) e dei servizi locali indispensabili (€ 609.540)».
Secondo il partito sarebbe questo il motivo per cui «Piccone ha aumentato le tasse ai cittadini e non può abbassarle e per cui rinvia gli incontri pubblici, poi li annulla e si sottrae al confronto».
«Questa amministrazione», ha concluso il Pd, «non può continuare a chiedere i soldi ai celanesi, per poi sprecarli e gestire la cosa pubblica in questo modo: è per questo che noi da tempo facciamo proposte per abbassare le tasse e ridurre gli sperperi. La dissennata gestione di questi ultimi anni, fatta di sprechi e clientele, ha messo in ginocchio il nostro Comune pregiudicando qualsiasi azione di sviluppo per la nostra città».
m.b.