POLITICA

Riccardo Mercante lascia l’Idv.«Il partito incassa 21 mln di rimborsi e ne dichiara appena 4»

Il consigliere provinciale dice basta all’incoerenza e ai giochi di potere

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Riccardo Mercante lascia l’Idv.«Il partito incassa 21 mln di rimborsi e ne dichiara appena 4»
TERAMO. Lui non ne può più e con una lettera indirizzata ai suoi “capi” esce fuori dal partito.

Così Riccardo Mercante consigliere provinciale di Teramo e membro del coordinamento provinciale dell’Idv comunica le sue dimissioni irrevocabili da membro del coordinamento provinciale e comunale, a Giulianova, del partito Idv, oltre all'intenzione di revocare la sua iscrizione al partito pur continuando a svolgere il suo mandato di consigliere provinciale da indipendente.
Una decisione partorita «per l’assenza di una Idv provinciale radicata sul territorio e lontana mille miglia dalla società civile, per la gestione tutta autoreferenziale e centralista della segreteria provinciale ma soprattutto per l’incoerenza dimostrata dagli esponenti».
Secondo il consigliere infatti i rimborsi elettorali sarebbero una dimostrazione di ciò. Se da un lato l’Idv sta lanciando a squilli di tromba il referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, dall’altro «per le ultime elezioni politiche ha ricevuto dallo Stato rimborsi elettorali per 21,649 milioni di euro dichiarando 4,451 milioni di spese, dei quali solo 3,340 accertati».
« c’è poi la troppa incoerenza», dice Mercante,«tra quello che uno pratica e quello che uno predica, o meglio cerca di far intendere alla gente. Sono convinto che il gioco perpetrato a danno di chi ripone la propria fiducia nell’Idv, abusando dei sentimenti e delle sane speranze dei numerosi giovani e simpatizzanti, prima o poi verrà smascherato nella sua intera portata. Idv tuona in difesa delle fasce deboli e degli operai e si scaglia contro le istituzioni finanziarie e i poteri forti delle banche. Perché allora ha fondato una banca tramite il deputato pseudo presidente-fondatore Augusto Di Stanislao?».
A questo si somma la gestione tutta autoreferenziale e centralista della segreteria provinciale che vede il processo decisionale concentrarsi nelle mani di alcuni.
«Così ai veri militanti», evidenzia Mercante, «quei pochi rimasti, armati di buona speranza non resta che ingoiare la pillola per non usare altro termine. Basta vedere il trattamento riservato a De Magistris che appena ha sollevato i veli sulla questione morale interna ha subito la ritorsione scomposta di Di Pietro che ha sperato di parcheggiarlo come semplice consigliere al comune di Napoli. Sappiamo poi per meriti esclusivi di Luigi come è andata a finire. Altro che assenza di questione morale».
Infine il dipietrista uscente si toglie un sassolino dalla scarpa con una domanda riservata al presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, al segretario regionale IdV Alfonso Mascitelli ed al capogruppo regionale IdV Carlo Costantini.
«A Giugno 2012 », dice, «decade come da regolamento congressuale la segreteria provinciale eletta nel 2010 e bisognava rifare il congresso provinciale che avrebbe permesso democraticamente un ricambio generazionale ed il pensionamento definitivo del duo in carica Sacco-Di Stanislao. Nonostante reiterate richieste del sottoscritto ed altri stimabili consiglieri comunali di Teramo perché non consentite il loro regolare svolgimento?».

MASCITELLI RISPONDE ALLE DOMANDE DI MERCANTE
«Dispiace sempre quando qualcuno decide di lasciare il nostro partito, anche se poi il dolore è compensato da tante persone, totalmente disinteressate, che si avvicinano a noi ogni giorno».
 E’ questo il primo commento che il segretario regionale dell’IdV Alfonso Mascitelli ha rivolto alla polemica conferenza stampa del consigliere provinciale Riccardo Mercante, al quale dà subito le risposte alle domande poste.
«Rispondo subito, con il rispetto dovuto, alle domande che ci ha posto Mercante, tra l’altro già oggetto di valutazioni negli incontri del nostro partito e che per semplice distrazione lui evita di ricordare.
1) Un partito che non dà voce al pensiero critico (si presuppone il suo)? L’unica iniziativa pubblica di rilievo, promossa in tre anni di attività istituzionale dal consigliere Mercante, gli è stata totalmente rimborsata sino all’ultimo euro. E questo si fa per incentivare e non certo per scoraggiare chi ha qualcosa da dire.
2) I congressi provinciali a scadenza? I congressi non si decidono su base regionale, a seconda dei singoli casi e con la scadenza di uno yogurt, ma vengono deliberati con le stesse regole per tutte le regioni dall’Esecutivo Nazionale: quando verrà deciso l’IdV Abruzzo è pronta.
3) Banche? Il partito non consente gestioni o partecipazioni dirette di nostri rappresentanti, anche se non si deve confondere tra ciò che sono le banche d’affari e quelle che sono le funzioni di istituti di credito cooperativo a sostegno delle piccole imprese.
4) Finanziamento pubblico ai partiti? Anche qui Mercante si è distratto, perché dal nostro reingresso nel parlamento, in tutte le manovre economiche sono sempre presenti i nostri emendamenti per l’abrogazione: votati e bocciati!
L’onorevole Di Pietro ha già dichiarato che rinuncia alla prossima rata per farla destinare alle politiche sociali. E per quanto riguarda le risorse già presenti nelle casse nazionali del partito, in attesa che venga cambiata la legge, le procure e i tribunali che sono stati interessati ne hanno certificato l’assoluta trasparenza d’uso.
In ultimo, le firme che attualmente raccogliamo per la promozione della legge di iniziativa popolare non godono di alcun rimborso economico. Mercante si confonde con le firme per i referendum che sono altra cosa; ma questo forse per lui è un particolare marginale purche’ riesca a sparare nel mucchio».