LA POLEMICA

«Cialente non pagava le imprese e gettava la colpa su Chiodi»

Sergio Alfonsetti (L’Aquila Città Unita-Verdi) punta il dito contro sindaco

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«Cialente non pagava le imprese e gettava la colpa su Chiodi»
L’AQUILA. «Spiacenti, non abbiamo soldi in cassa, è tutta colpa della Struttura Tecnica di Missione e del Commissario Chiodi che non trasferiscono al Comune i fondi», dice la Ragioneria comunale e l’impresa se ne va con la coda tra le gambe e la sua bella cifra da riscuotere.

«Per molto tempo, il Comune de L’Aquila ha giustificato così il ritardo o mancato pagamento delle imprese operanti nei cantieri del terremoto».
Lo dice, in piena campagna elettorale Sergio Alfonsetti, candidato nella lista “L’Aquila Città Unita – Verdi. Secondo il politico funzionava più o meno così: gli impresari presentavano le rendicontazioni dei lavori eseguiti agli uffici tecnici comunali e dimostravano di essere in regola con i versamenti dei contributi ma non ottenevano  il dovuto perché la pratica, una volta arrivata alla determinazione dirigenziale di impegno e pagamento, si arenava all’ufficio Ragioneria del Comune  perché i soldi non c’erano.
Ma al Comune de L’Aquila i fondi c’erano eccome, secondo Alfonsetti, ed erano stipati nella tesoreria ma non si potevano utilizzare perché il Comune non  aveva trasmesso la rendicontazione alla ex Struttura Tecnica di Missione. Le  imprese  quindi dovevano subire l’aumento dei costi di gestione, erano costrette ad anticipare l’iva, a far fronte ai pagamenti dei contributi previdenziali, a pagare operai ed impiegati oltre che i fornitori, ad ipotecare beni con il rischio concreto di fallire.
«Per onestà verso gli aquilani», dice Alfonsetti, «il sindaco e l’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano dovrebbero ammettere che l’unico e vero responsabile dei ritardi nei pagamenti tramite contributo diretto dei lavori eseguiti dalle imprese è solo il Comune de L’Aquila. Tanti sono gli slogan che il sindaco uscente in questi giorni usa. Con “la parola ai fatti”, si rivolge ai giovani che andranno alle urne per la prima volta e propone loro il voto disgiunto, segnalando che scegliere come Sindaco Massimo Cialente equivale a ricostruire la Città. Ma, non è così, visto che questi ultimi tre anni hanno dimostrato ampiamente l’incapacità dell’amministrazione uscente in tema di ricostruzione».
Infine il candidato definisce «ambiguo» il comportamento del presidente Ance Gianni Frattale, «che tante volte è stato solerte a assumere iniziative forti a favore delle imprese, (come i cinque preventivi da allegare alla domanda di finanziamento), ma che oggi non denuncia tali ritardi, legati a scelte politiche e burocratiche del Comune dell’Aquila, che purtroppo stanno portando ormai al tracollo finanziario centinaia di piccole e medie imprese aquilane».
E’ per questo, conclude Alfonsetti, «che il nostro candidato sindaco, Giorgio De Matteis, partirà proprio dalla riorganizzazione della macchina comunale con un apparato amministrativo efficiente ed efficace».