VERSO LE AMMINISTRATIVE

Montesilvano, Maragno: «faremo certificare il bilancio da una società di revisione»

Brocchi: «costi rifiuti apice di una farsa contabile»

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Maragno

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MONTESILVANO. «Mutui di cartapesta», «Comune fuorilegge», «farsa contabile», «spese farlocche»: l’avvocato Leo Brocchi, candidato della lista civica Democrazia e Liberta (che sostiene Maragno) boccia su tutta la linea l’amministrazione Cordoma.

Il giudizio di Brocchi è impietoso: «i costi non coperti per la gestione dei rifiuti rappresentano l'apice di una farsa contabile alla quale oggi crede soltanto Cordoma, infarcita di spese di rappresentanza farlocche e di gemellaggi autolesionistici, creata con la complicità degli amministratori affrettatisi oggi a scappare dalla nave che affonda, per salire sulle scialuppe di salvataggio dei candidati sindaci d'opposta fazione».
Tutto questo, sempre secondo il consigliere d’opposizione , si andrebbe ad aggiungere «amutui di cartapesta assunti per il tormentato libro dei sogni di Cordoma, sui quali presto sentiremo parlare in sedi meno agevoli del Consiglio Comunale. Da mani pulite a mani bucate, quindi, mentre la città è inguardabile e lasciata in un degrado che non si ricordava da decenni, insignificante apparendo la cipria elettorale di questi ultimi giorni».
«I debiti che riaffiorano giorno dopo giorno dimostrano che i dubbi che abbiamo espresso sul bilancio dell'attuale Giunta sono fondati», dice Francesco Maragno, candidato sindaco del Polo dell'Alternativa.
«Visto che l'elenco dei creditori si allunga temiamo che il rispetto del patto di stabilità sia solo virtuale», aggiunge ancora Maragno, «e che i responsabili di questo scempio, collocatisi con destra e sinistra, abbiano nascosto debiti per milioni di euro che puntualmente sbucheranno fuori quando loro usciranno da palazzo di Città, altro che tesoretto annunciato alla stampa negli anni scorsi. Una volta che i Montesilvanesi li avranno mandati a casa, per manifesta incapacità, incaricheremo una società esterna e indipendente di revisione per passare al setaccio i conti del Comune».